AAC vs. mp3: l'esito della battaglia non dipende solo da Apple




05 apr 2007 - Anche se è il formato di riferimento per il negozio digitale che domina il mercato mondiale (l’iTunes Music Store) e presto sarà disponibile in una versione di qualità superiore e priva di DRM (ma anche più costosa: vedi News), il file audio digitale “proprietario” della Apple, AAC, ha una lunga strada da percorrere prima di conquistare una popolarità paragonabile a quella dell’ubiquo mp3: al momento attuale, ricorda il sito Billboard.biz, meno del 10 % dei lettori digitali in circolazione sul mercato risulta compatibile ed è in grado di leggerlo (tra questi rientrano alcuni dispositivi della Sony).
Nel quadro del confronto tra il formato Apple e l’mp3 si inseriscono poi le mosse dei principali concorrenti di iTunes: David Pakman di eMusic, ad esempio, ha già giurato fedeltà a quest’ultimo, “tuttora l’unico file universalmente compatibile al mondo”, mentre Rob Glaser di RealNetworks (Rhapsody) si è per ora limitato a dire di “non vedere l’ora di lavorare con EMI e con il resto dell’industria musicale per portare, nei mesi a venire, musica ‘interoperabile’ e senza DRM ai consumatori”. La disponibilità da parte di EMI, e in seguito di altre major, ad autorizzare la vendita di file non protetti in formato mp3 (e leggibili sull'iPod) potrebbe giocare a loro favore.


TAGS: AAC, Apple, Billboard.biz, David, EMI, EMusic, Glaser, industria musicale, iPod, iTunes, MP3, Music, Pakman, RealNetworks, Rhapsody, Rob, Sony, Store

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