Ministry of Sound: '100 milioni di dollari per il sì a Warner-EMI'
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02 mar 2007 - In cambio del sì ad una eventuale fusione tra Warner ed EMI, le indipendenti europee avrebbero dovuto esigere quantomeno un risarcimento danni da 100 milioni di dollari: lo sostiene, per bocca dei suoi avvocati, la Ministry of Sound in una lettera aperta indirizzata all’Aim, l’organizzazione di settore da cui l’etichetta inglese si è appena dimessa (vedi News).
Rivolgendosi ad Alison Wenham, presidente dell’associazione, i legali della MoS lamentano il fatto che neppure diversi membri anziani del cda di Impala (l'associazione europea delle indie) sono stati messi al corrente preventivamente dell’accordo siglato con Warner e chiedono di poter esaminare in dettaglio i documenti. “Non c’è alcun dubbio che l’approvazione del merger non risponde ai reali interessi dei membri di Impala e dell’Aim”, scrivono (di qui la richiesta del risarcimento danni), sostenendo che l’opinione di Lohan Presencer, md della Ministry, è condivisa dalla maggior parte dei membri dell’organizzazione inglese. La missiva si chiude con una invocazione alla Wenham di non ratificare l’accordo in nome dell’Aim e di fare anzi il possibile per bloccarlo, magari richiedendo l’intervento della stessa Commissione Europea: se questo accadesse, il fronte delle indie risulterebbe davvero spaccato in due.
TAGS: Aim, Alison, Commissione, EMI, Europea, Impala, industria musicale, Lohan, Ministry, Music, of, Presencer, Sound, Warner, Wenham
Rivolgendosi ad Alison Wenham, presidente dell’associazione, i legali della MoS lamentano il fatto che neppure diversi membri anziani del cda di Impala (l'associazione europea delle indie) sono stati messi al corrente preventivamente dell’accordo siglato con Warner e chiedono di poter esaminare in dettaglio i documenti. “Non c’è alcun dubbio che l’approvazione del merger non risponde ai reali interessi dei membri di Impala e dell’Aim”, scrivono (di qui la richiesta del risarcimento danni), sostenendo che l’opinione di Lohan Presencer, md della Ministry, è condivisa dalla maggior parte dei membri dell’organizzazione inglese. La missiva si chiude con una invocazione alla Wenham di non ratificare l’accordo in nome dell’Aim e di fare anzi il possibile per bloccarlo, magari richiedendo l’intervento della stessa Commissione Europea: se questo accadesse, il fronte delle indie risulterebbe davvero spaccato in due.
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