Sanremo: per ora è calma piatta, durerà?




27 feb 2007 - A metà pomeriggio di martedì, a tre ore dall’inizio della prima serata, la sala stanpa del Festival è tranquilla, pacata, quasi silenziosa. Non si respira l’aria di grande attesa, non si vedono cronisti in fibrillazione, persino i telefonini sembrano non squillare. Transita John Legend, arrivano pochissime domande, lui saluta cortesemente e se ne va. Tutto l’interesse sembra essere concentrato sugli esperimenti di accensione di certi curiosi profilini di plastica che diventano rosa, azzurri, bianchi, e che dovrebbero servire per ravvivare la scenografia del Dopofestival.
Non che a chi sta qui dispiaccia più di tanto, questo torpore; anche perché, prevedibilmente, domani ci sarà un po’ più di movimento - sono previste le visite pastorali dei Facchinetti father and son, dell’oggetto misterioso Piero Mazzocchetti, di Nada, degli Zero Assoluto e di Milva con il suo autore Giorgio Faletti. Oltre, naturalmente, alla consueta messa cantata del mezzogiorno, che sarà, ovviamente, tutta dedicata ai risultati di ascolto della prima serata.
Forse un brividino, prima dell’ora di cena, potrebbero portarlo gli Scissors Sisters, annunciati per le 19: ammenoché anche loro siano stati indottrinati e invitati a non fare troppo show, giusto per non disturbare la quiete. Poi, la controra: tutti in albergo a farsi belli perché stasera ci sono le telecamere, in sala stampa, e forse regaleranno anche a qualche giornalista peone un mezzo secondo di notorietà (“Dottore, l’ho vista in televisione, da Sanremo! Sono due etti e mezzo, lascio?”).
Ogni tentativo di far nascere polemiche e spunti di innteresse (i compensi degli orchestrali, il vescovo che critica il testo di una canzone, Michelle Hunziker che “le scappa la pipì, Pippo”), sembra smorzarsi con un decay velocissimo. Adesso la preoccupazione è che le canzoni - lo dico senza averne ascoltata nessuna: mi faccio un punto d’onore di sentirle per la prima volta quando le sente anche il pubblico - siano altrettanto “medie”: se stasera non ci sarà qualcosa di molto bello, o di molto brutto, non so cosa potrà tenerci svegli fino alla fine della prima serata. Ammenoché Chiambretti non ci mandi qui la tizia - una, pare, ex ginnasta russa, Marina Deor, descritta come “una stangona bionda” che animerà la sigla di chiusura del Dopofestival: pare che ballerà praticamente nuda, coperta solo da post-it con frasi di testi di canzoni famose di Sanremo (stasera “Vola colomba”). Magari, venisse a fare una prova in costume di scena, potrebbe provocare almeno un momento di entusiasmo fra i rassegnati della stampa.
(fz)



TAGS: Michelle Hunziker, musica italiana, Sanremo


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enzo è sempre calma piatta
'Be cool and you'll be alright. E' la religione del rock and roll.'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Kylie Minogue
accadde oggi
Mick Jagger e Marianne…




Sanremo: il Festival seguito anche da Rai International

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