Tornano gli Air: 'In 'Pocket symphony' l'armonia tra futuro e tradizione'
01 feb 2007 - Facile, anzi quasi scontato, interrogarsi sul rapporto uomo - macchina parlando della musica degli Air. Così ci pensano loro, Jean-Benoit Dunckel e Nicolas Godin, oggi a Milano per presentare alla stampa il loro nuovo album, a chiarire il concetto senza lasciare margini di dubbio. E' sta proprio nel titolo della loro nuova fatica in studio, "Pocket symphony", la chiave di lettura per comprendere la weltanschauung del duo transalpino: "Sono diverse le ragioni che ci hanno portato scegliere questo titolo", spiegano i due, "Innanzitutto, il fatto di aver usato dei piccoli sequencer, delle pratiche drum machine ed alcuni strumenti giocattolo per realizzare brani decisamente più evocativi e 'cinematici' rispetto a quelli inseriti su 'Talkie walkie' ci ha portato a propendere per 'Pocket symphony'. Poi, in secondo luogo, abbiamo pensato a come sia radicalmente cambiato il modo di fruire la musica, negli ultimi anni, grazie all'avvento dei lettori mp3: la gente viaggia sempre più spesso, e sempre più spesso si tiene in tasca la musica che ama". Il viaggio, si diceva. In "Pocket symphony", accanto a sequencer e campionatori, appaiono strumenti appartenenti alla tradizione musicale giapponese: "La prima volta che si siamo stati, ai tempi di 'Alone in Kyoto' per 'Lost in translation', ci ha stupito la grande armonia presente nel Sol Levante tra tradizione e futuro. L'impressione che due europei, due latini come noi, ne possono trarre è incredibile. E questa è la sensazione che ci piacerebbe trasmettere attraverso la nostra musica, che noi consideriamo legata alla grande tradizione pop ma anche fermamente proiettata verso il futuro". Al momento liberi da impegni "cinematografici", soprattutto con la "partner in crime" Sophia Coppola, ma comunque occupati su più fronti (un'installazione a Parigi ed una colonna sonora per una serie tv francese), al momento gli Air sono lanciati verso il tour, che partirà il prossimo 14 marzo da Glasgow per toccare l'Italia il 25 successivo all'Alcatraz di Milano: "Dedicheremo febbraio alle prove", confessa Jean, "E poi partiremo subito dopo. Per noi il tour significa spezzare la routine, in un certo senso è salutare. Del resto, se fai il musicista il tuo lavoro non prevede di rimanere chiuso in un ufficio a scaldare una sedia...". TAGS: Air, pop/rock
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Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel, in arte Air, nascono entrambi a Versailles, in Francia, ma si… leggi tutto >
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