Le case discografiche denunciano Autogrill: 'Non paga i diritti sulla musica'
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20 ott 2006 - Il nuovo bersaglio di SCF, l’agenzia che raccoglie i diritti di pubblica diffusione della musica registrata per conto di case discografiche e artisti, è da prima pagina: Autogrill, azienda leader a livello mondiale nei servizi di ristorazione e retail autostradale e urbano (anche con i marchi Spizzico e Ciao), rifiuta di pagare il cosiddetto “equo compenso” per la musica diffusa nei suoi locali (così come previsto dalla legge sul diritto d’autore n.633 del 1941) e per questo motivo finirà in tribunale, salvo accordi extragiudiziali dell’ultima ora. “L’azione nei confronti di Autogrill segue un lungo periodo di trattativa condotta con l’intento di far prevalere il buon senso, prima ancora dell’applicazione della legge, nella convinzione che è necessario sensibilizzare e far crescere anche nel nostro paese la consapevolezza che la musica non è un bene gratuito, e deve essere utilizzata nel rispetto dei titolari di diritti” ha spiegato il presidente di SCF Gianluigi Chiodaroli motivando la decisione di ricorrere alla giustizia. “Il comportamento di Autogrill”, ha aggiunto, “è grave perché così facendo non fa altro che conformarsi alla cultura dell’utilizzo illegale di musica. Di fronte ad un simile atteggiamento non potevamo dunque che agire di conseguenza, per tutelare la posizione dei produttori discografici e degli artisti da noi rappresentati”.
La società di ristorazione ha deciso di non aderire alla convenzione quadro che SCF ha siglato poche settimane fa con Confcommercio e che disciplina la posizione in merito alla diffusione di “musica di ambiente” in tutti i pubblici esercizi associati, oltre mezzo milione sul territorio nazionale.
TAGS: Autogrill, Chiodaroli, Ciao, Confcommercio, Gianluigi, industria musicale, SCF, Spizzico
La società di ristorazione ha deciso di non aderire alla convenzione quadro che SCF ha siglato poche settimane fa con Confcommercio e che disciplina la posizione in merito alla diffusione di “musica di ambiente” in tutti i pubblici esercizi associati, oltre mezzo milione sul territorio nazionale.
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