Universal ed ex manager Sanctuary fondano etichetta per 'vecchie glorie'
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26 mag 2006 - Fino a pochi mesi fa le major discografiche in crisi sfoltivano i roster e si sbarazzavano delle vecchie glorie, lasciando il campo libero alle indie più intraprendenti. Oggi, complici probabilmente le trasformazioni in atto col passaggio alla musica digitale, sembra già arrivato il momento di una (parziale?) inversione di tendenza: capita così che l’azienda leader di mercato, Universal Music, decida di finanziare l’ex direttore artistico della Sanctuary inglese, John Williams, nel lancio di un’etichetta, W14, destinata proprio a preservare le carriere di artisti di lungo corso. Williams, discografico con oltre 30 anni di carriera alle spalle tra etichette come Polydor e Chrysalis, apprezzato anche come manager, autore e produttore artistico (negli anni ’80 per gli Housemartins, ad esempio) è in questo senso l’uomo con le credenziali giuste: alla Sanctuary, da cui ha divorziato nel febbraio scorso, ha portato recentemente gente come Simple Minds, Status Quo e Alison Moyet, ancora in piena attività per quanto estromessa dal grande “giro”. Alla Universal intende fare qualcosa di simile. Al settimanale Music Week ha raccontato di essere prossimo a finalizzare i primi quattro contratti; “essenzialmente”, ha spiegato, “lavoreremo con artisti che hanno una storia importante alle spalle ma che ancora producono album interessanti. Il nostro modus operandi prevede in un certo senso di aiutarli a fare i dischi che desiderano realizzare, perché nel mercato di oggi c’è questo gap: tutti questi artisti sono parcheggiati in un angolo, e nessuno capisce che tipo di musica vogliono fare”.
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