Apple risponde al Parlamento francese: 'Così si sponsorizzano i pirati'




24 mar 2006 - Non si è fatta attendere la replica della Apple alla delibera dell’Assemblea Nazionale francese, promotrice a maggioranza di una norma che, se verrà confermata al Senato, obbligherà i produttori di software musicale ad “aprire” i loro sistemi di codifica in modo da permettere la riproduzione dei file scaricati legalmente da Internet su tutti i tipi di lettori digitali (a differenza di quanto avviene oggi con la musica acquistata su iTunes, vedi News). “L’implementazione francese della direttiva sul copyright dell’Unione Europea”, si legge in una nota diramata dall’azienda californiana, “avrà per risultato una pirateria sponsorizzata dallo stato. Se questo accadrà, le vendite di musica legale crolleranno proprio nel momento in cui le alternative legittime alla pirateria stanno conquistando i consumatori”.
I portavoce di Steve Jobs sottolineano che la Apple è fermamente contraria all’introduzione per legge della cosiddetta “interoperabilità” tra sistemi anche se nel breve periodo questa potrebbe finire per avvantaggiarli: “Le vendite di iPod finirebbero probabilmente per crescere, dal momento che gli utenti potrebbero liberamente riempirli di musica che non può essere adeguatamente protetta. La stessa cosa, in seguito, potrebbe accadere con i film”.


TAGS: Apple, Assemblea, Europea, industria musicale, iPod, iTunes, Jobs, Nazionale, Steve, Unione

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