Festival di Sanremo: le critiche di autori, cantanti e musicisti
03 mar 2006 - Il Festival di Sanremo condotto da Giorgio Panariello è diventato l’obiettivo di numerose critiche. Secondo Franco Migliacci “la prima cosa che manca è il fascino dei nomi coinvolti. E poi siamo proprio sicuri che queste fossero la canzoni migliori del 2006”. “Sanremo era una vetrina di nuove tendenze musicali, gli artisti erano in sintonia con il mercato”, ha dichiarato Caterina Caselli. “Oggi non c’è più il coraggio di fare questo. E tutto per colpa dell’Auditel: ci si potrebbe accontentare di meno audience, forse bastano otto milioni di spettatori veramente interessati alla musica”.Anche Renzo Arbore ha voluto dire la sua: “Nella TV di oggi la rassegna strettamente musicale, una canzone dopo l’altra, non è più possibile, è datata. Dal Festival il pubblico si aspetta lo spettacolo, oltre alle canzoni”.
Per Ennio Morricone “Panariello ha dimostrato una grande volontà di fare bene, e si è impegnato per questo, ma il pubblico vorrebbe vedere al Festival personaggi come Albano o la Pausini, e se non ci sono resta deluso”. “Vedere Sanremo”, spiega proprio Albano, “è come invitare un amico a cena e tenerlo a mangiare fino all’una di notte, sarà anche tutto buono, ma alla fine non ne puoi più”. Secondo Fabio Fazio, conduttore delle edizioni del 1999 e del 2000, chi non sale sul palco non può giudicare: “Ricordo con grande nitidezza quanto è odioso leggere il giorno dopo i commenti dei colleghi sui giornali. Per chi non c’è è tutto facile; per chi c’è è tutto difficile”. (Fonti: La Repubblica, La Stampa)
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