Brummel (Victory Records) contro corrente: 'Chi se ne frega di iPod e iTunes'




Brummel (Victory Records) contro corrente: 'Chi se ne frega di iPod e iTunes' 17 feb 2006 - I discografici, alcuni almeno, cominciano a vedere un’altra faccia della medaglia nel boom epocale dell’iPod e dei suoi fratellini minori. E c’è anche chi, lo ha appena fatto il capo della Victory Records Tony Brummel con un editoriale comparso sul sito americano HITS, ci tiene a rendere pubblici i motivi del suo ostinato rifiuto a collaborare con la Apple e il suo iTunes. “Non si curano delle etichette indipendenti né, se per questo, dell’industria discografica in quanto tale”, scrive Brummel nel suo articolo on-line (che traduciamo liberamente e a frammenti, cercando di conservare il senso del discorso). “Eppure”, continua, “senza di noi, il loro sito e i loro iPod sarebbero inutili. E non si capisce perché le major si pieghino supinamente ai voleri di Steve Jobs dandogli musica gratis invece di negoziare, che so, una percentuale sulla vendita di ogni lettore o prezzi variabili per le loro canzoni (sempre che decidano che possano essere acquistate singolarmente), e pretendere di dire la loro sul modo in cui la musica viene venduta”.
Il discografico americano è anche fermamente contrario agli acquisti di download “alla carta”, canzone per canzone, che, sostiene, “cannibalizzano le vendite degli album e in ultima analisi sono dannosi per gli stessi artisti. Gli album sono concepiti dagli artisti come opere compiute. Le copertine, i testi, la sequenza dei pezzi servono di solito a raccontare una storia. E da discografico posso dirvi che le mie canzoni preferite di un disco non sono mai i singoli ma i pezzi che richiedono numerosi ascolti prima di essere capiti. iTunes invece rende la musica una merce usa e getta, gli ruba l’anima. Vi immaginate un tipo che vuole comprare un quadro di Picasso e che dice, senti Pablo, mi piace quel che hai dipinto ma mi interessa solo quell’angolo con l’albero e il dito del ragazzo. Che ne diresti se lo tagliassi e ti dessi un dollaro soltanto invece di dieci?”. Brummel chiude il suo intervento con una difesa appassionata dei negozi di dischi: “Se iTunes rappresenta soltanto il 4 % del mercato, perché curarsene tanto? Concentriamoci sull’altro 96%, sul commercio tradizionale che appoggia e promuove la musica mille volte di più di quanto faccia la piattaforma della Apple. La gente la usa perché gli piace l’iPod. Nel momento in cui Dell o Samsung fabbricheranno un apparecchio migliore, iTunes perderà la sua rilevanza”.


TAGS: Apple, Brummel, Dell, Hits, industria musicale, iPod, iTunes, Jobs, Records, Samsung, Steve, Tony, Victory

COMMENTA QUESTA NOTIZIA


 disclaimer il tuo commento apparirà su questa pagina entro un minuto
'Impazzisco per le borsette. Ma amo anche la cultura, e adoro visitare i musei e le gallerie d’arte.'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Bruce Cockburn
accadde oggi
Nasce Dee Dee Bridgewater…




Amazon, negozio di musica digitale (più lettore mp3) entro l'estate?


CONTINUA A LEGGERE >

Rockol - La musica online: news, concerti, artisti, classifiche, vendita biglietti cd dvd musicali