'Ricordate i2Hub': in Usa chiude un altro servizio p2p




18 nov 2005 - Dopo aver convinto Grokster a passare dall’altra parte della barricata (vedi News), l’industria americana del copyright è riuscita a seppellire anche i2Hub (eloquente l’epitaffio che compare sul sito http://www.i2hub.com/), servizio di file sharing (ma non solo) frequentatissimo dagli studenti americani che sfruttava la velocità della rete di comunicazione interuniversitaria nota come Internet2. Non è chiaro se anche i2Hub, come Grokster, abbia patteggiato con la RIAA (musica) e la MPAA (cinema) un risarcimento danni extragiudiziale: ma è evidente, come hanno sottolineato gli stessi uomini della Recording Industry Association of America, che nel panorama del p2p le carte in tavola sono cambiate radicalmente dopo la sentenza della Corte Suprema che ha ritenuto i gestori dei servizi corresponsabili con i loro utenti per le violazioni dei diritti d’autore e connessi (vedi News).
Contro i clienti di i2Hub l’industria del disco e quella del cinema avevano fatto partire oltre 600 cause che hanno interessato 39 diverse università. “Non immaginavo che la nostra attività fosse illegale” ha commentato Wayne Chang, lo studente dell’Università del Massachusetts che nel 2003 aveva ideato l’applicazione Internet. “Attraverso i2Hub un sacco di gente ha sviluppato amicizie, ha incontrato l’anima gemella e si è scambiata informazioni e consigli sulle materie di studio”.


TAGS: Chang, Corte, Grokster, i2Hub, industria musicale, MPAA, RIAA, Suprema, Wayne

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