Sony BMG, prime denunce (anche in Italia) per la minaccia virus sui Cd




14 nov 2005 - Fioccano le denunce contro Sony BMG, in seguito al diffondersi della notizia che uno “spyware” nascosto nel software anticopia di alcuni Cd pubblicati dalla major – almeno 19 titoli, secondo la Electronic Frontier Foundation, uno dei quali del duo country rock Van Zant - espone i computer dei consumatori all’attacco di virus diffusi dai pirati informatici (vedi News; senza contare che molti degli stessi dischetti rallentano o bloccano il funzionamento del sistema operativo, non possono essere riprodotti su lettori da auto né caricati sugli iPod o su altri player portatili). Almeno tre azioni giudiziarie sono state presentate in California, e un esposto è stato inoltrato in Italia al Nucleo Antifrode Telematica della Guardia di Finanza da parte della ALCEI, Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva: “fase preliminare – spiega un comunicato diramato dall’ente - di un’azione che intende arrivare a una denuncia penale contro chi, nella Sony BMG Entertainment, si fosse reso responsabile di atti illeciti in Italia, i suoi eventuali complici o correi – e altri che abbiano commesso analoghi reati”. Secondo l’ALCEI ci sarebbero infatti gli estremi per una condanna penale della major, colpevole a suo modo di vedere di esercizio arbitrario dei propri diritti, danneggiamento informatico e diffusione di programmi atti a danneggiare sistemi informatici e telematici. “Nella paranoica difesa dei loro profitti”, sostiene l’organizzazione, “molte major della musica, dello spettacolo e dell’informatica ricorrono a metodi invasivi e nocivi per chi si fida di loro e acquista i loro prodotti (e sono ovviamente inefficaci contro i commercianti di riproduzioni non autorizzati)”.
La presenza dello spyware nel programma DRM installato da Sony BMG è stata scoperta da due società che producono antivirus, la moscovita Kaspersky Labs e la britannica Sophos. Riconosciuta l’esistenza del problema, la Sony BMG ha reso disponibile sul suo sito americano un programma che consente di disinstallare il sistema di controllo: ciò che non gli è tuttavia bastato a evitare le denunce, anche perché nel frattempo l’invio massiccio di virus via e-mail sui pc degli incolpevoli consumatori sarebbe già cominciato.



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