Ligabue presenta ‘Nome e cognome’: ‘Non ho il pudore delle mie emozioni’
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06 set 2005 - E finalmente arrivò la musica: ieri, 5 settembre, Ligabue ha svelato alla stampa il suo nuovo album “Nome e cognome”, in uscita venerdì 16 e che arriva dopo mesi di comunicazione sul mega concerto di Campovolo (160.000 biglietti venduti finora, e l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori di battere il record per uno show a pagamento detenuto da Paul McCartney, a quota 180.000).“Nome e cognome”, che Rockol ha ascoltato per intero, è un disco rock, nel pieno senso del termine: tagliente ed emotivo, un disco di pancia e di testa contemporaneamente. Registrato nei nuovi studi della natìa Correggio, e prodotto insieme al fido Fabrizio Barbacci e a Luca Pernici (già produttore de Il Nucleo), contiene 10 canzoni per 45 minuti (più una breve intro strumentale). Ligabue ne suonerà solo tre, a Campovolo: il singolo “Il giorno dei giorni”, una versione acustica di “Sono qui per l’amore” e “Happy hour”, “perché la gente non conosce ancora queste canzoni”, spiega.
E’ un album tagliente, “Nome e cognome”, fin dal tema portante: “E’ un disco sulla differenza”, ha spiegato il Liga durante una cena con la stampa. “Al giorno d’oggi, mi sembra, viene a mancare il rispetto per l’unicità, attraverso la tendenza a inserirci in ogni genere di categoria. Le fototessere che compongono il mosaico della copertina sono di gente che conosco solo in parte, ma ognuno di loro ha un nome e cognome, uno suo essere unico”.
Il disco, a sua volta, è una fototessera del Liga, degli ultimi anni passati dal precedente disco di studio “Fuori come va?” (2002), in cui sono successe molte cose, sia pubbliche (tour, libri, film) che private (separazioni e una nuova famiglia, oltre a diversi lutti). “E’ un album molto personale”, spiega Ligabue. “L’ho fatto ascoltare alle persone che mi conoscono bene, e tutti mi dicono che mi si riconosce di più del solito attraverso queste canzoni”. Ma anche chi lo conosce solo attraverso la mediazione della sua musica non farà fatica a trovare il Ligabue schietto e sincero di sempre, quella che è forse la sua migliore dote narrativa. Uno che, come dice apertamente lui stesso, “non ha il pudore delle proprie emozioni”. Non lo ha soprattutto in canzoni come “L’amore conta”, chiaramente ispirata dalla sua separazione, o in “Lettera G.”, dedicata al cugino scomparso poco tempo fa (“Un discorso non finito, che ho scritto soprattutto per me”, spiega).
Musicalmente, “Nome e cognome” è un disco contemporaneamente molto essenziale e curato. Secco come le chitarre, che si dividono tra riff affilati e trame sognanti che in più di un’occasione ricordano la tessitura sonora degli U2. “Ognuno insegue dei sogni che non riuscirà mai a raggiungere per intero”, dice al proposito Liga. “Per un musicista il sogno è il suono perfetto. Uno studio nuovo come quello che ho messo in piedi ti può aiutare, ma in realtà il suono che riesci a tirar fuori è il frutto soprattutto di come riesci a spiegare le idee che hai in testa a chi lavora con te”. Grande parte nella ricerca di questo suono l’hanno avuto Barbacci e la new entry Pernici: “Lavorare con due produttori non è stato facile all’inizio; i primi tre mesi abbiamo faticato molto a trovare un terreno comune, perché spesso Fabrizio e Luca avevano idee opposte su come sviluppare una canzone. Una volta superata questa impasse tutto è andata bene. Non ci siamo posti limiti. Se avevamo bisogno di un suono, cercavamo il musicista adatto. Per questo ho usato poco La Banda nel disco, che però rimane imprescindibile per il live”, racconta.
Una particolare attenzione è riservata alla voce, con un Liga in forma attento come non mai all’interpretazione: "In passato non mi sono mai preoccupato veramente di come cantavo. Ho quasi sempre urlato”, dice.
“Nome e cognome” non è l'unica uscita del periodo. Il 9 novembre sarà pubblicata da Giunti un'edizione aggiornata della biografia ufficiale curata da Riccardo Bertoncelli, mentre dal concerto di Campovolo la Rizzoli trarrà un libro fotografico. Ma soprattutto arriverà un DVD: “Secondo voi facciamo questo senza documentarlo? Visto lo sforzo del caso, vale la pena registrare tutto”, sorride lui. Seguirà un tour nel 2006, le cui modalità sono ancora da decidere, ma che quasi certamente dovrebbe approdare negli stadi la prossima estate.
TAGS: Barbacci, Fabrizio, Luca, Luciano Ligabue, musica italiana, Pernici
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Luciano Ligabue nasce a Correggio (Reggio Emilia) il 13 marzo 1960. Dopo un diploma di ragioneria… leggi tutto >
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