Inglesi a Pechino: l'associazione britannica delle indie apre un ufficio in Cina




Inglesi a Pechino: l'associazione britannica delle indie apre un ufficio in Cina 18 mag 2005 - Per le enormi potenzialità di crescita legate alla dimensione numerica della popolazione e alla recente apertura del suo sistema economico agli scambi commerciali internazionali, la Cina è inesorabilmente predestinata a diventare un ago della bilancia per le sorti dell’industria discografica mondiale. Naturale, dunque, che l’industria occidentale pensi a prendere gli opportuni provvedimenti sul fronte delle PR e delle relazioni commerciali, mentre alla politica e alle forze dell’ordine è delegato l’improbo compito di contenere l’onda impetuosa della pirateria locale (per vendite legali di Cd e Dvd, 211,8 milioni di dollari nel 2004, il paese non figura neppure nella Top Ten dei mercati discografici; mentre è al primo posto per produzione ed esportazione di merce contraffatta con un giro d’affari stimato in 400 milioni di dollari annui, vedi News).
Tra le prime a muoversi, come Rockol ha già riferito (vedi News), figurano le etichette indipendenti inglesi associate all’AIM, che già l’ottobre scorso aveva spedito una sua delegazione in visita ufficiale in Cina e paesi limitrofi: ora la stessa associazione, con il sostegno del ministero inglese del commercio estero e di un’agenzia di consulenza marketing operante sul territorio (SWAT Enterprises), ha aperto un ufficio di rappresentanza a Pechino. Sarà proprio il direttore della succitata SWAT, Stuart Watson, già dirigente discografico alla MCA e alla Zomba e da anni proiettato sui mercati dell’Estremo Oriente, a dirigere le operazioni in loco fungendo da referente per tutte le società del gruppo con il compito di organizzare e sovrintendere incontri tra i suoi clienti inglesi e imprese e operatori locali nel campo della discografia, delle edizioni musicali, dell’organizzazione di concerti, ma anche con professionisti del settore legale, sponsor e società di merchandising. “Non ci aspettiamo di realizzare introiti significativi nel breve periodo attraverso la cessione di diritti di licenza”, ha ammesso la direttrice dell’AIM Alison Wenham, “ma questo ufficio rappresenta nondimeno una via di accesso allo sviluppo di contatti, comunicazioni e affari tra l’industria musicale britannica e quella cinese”. Utili soprattutto se le autorità locali, dopo l’ingresso nella comunità economico-commerciale internazionale, smetterà davvero di chiudere gli occhi davanti alla contraffazione legalizzata.


TAGS: Aim, Alison, Enterprises, industria musicale, MCA, Stuart, Swat, Watson, Wenham, Zomba

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'Le note sono sette. Se ci mettiamo a discutere ogni canzone che somiglia a un'altra, non la finiamo più. Battisti ha cantato "Mi ritorni in mente". Io adesso come faccio a dire che mi ricordo di qualcuno?'
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