2004, zoppica anche il business dei concerti
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17 dic 2004 - E’ l’Europa, stabile negli incassi, più che gli Stati Uniti, penalizzati da una stagione estiva fiacca, a tenere in piedi il carrozzone della musica dal vivo nel 2004, prossimo a chiudere l’anno con un misero incremento dello 0,4 % nel giro d’affari secondo i dati raccolti dagli specialisti di Billboard Boxscore.Le difficoltà del settore, che solo un paio d’anni fa molti ritenevano immune dalla crisi abbattutasi sul mercato discografico, sono evidenziate dal calo degli incassi medi a concerto, negli Usa diminuiti da 174.238 a 172.990 dollari. Sempre negli Usa (+ 0,2 % a fine anno), il pubblico dei concerti si è ridotto del 5,4 % in un anno, oltre due milioni e mezzo di spettatori in meno. Poco da sorprendersi, secondo alcuni osservatori e operatori del settore, perché ormai da dieci anni erano i prezzi dei biglietti più che gli incrementi di pubblico a gonfiare il giro d’affari dell’industria “live”: e proprio il costo esorbitante dei biglietti è visto da alcuni promoter, soprattutto indipendenti, come causa principale della ridotta affluenza di pubblico. In un panorama generalmente asfittico, sono pochi a potersi permettere di sorridere: tra questi Madonna e il redivivo Prince, in testa alla graduatoria del box office (le 56 date del “Re-Invention tour” hanno fruttato alla signora Ciccone in Ritchie 65 milioni di dollari di incasso, vedi News), e l’organizzatore Clear Channel Entertainment, leader indisturbato del mercato con oltre 7 mila spettacoli organizzati nel corso del 2004 e incassi complessivi superiori a 1,3 miliardi di dollari.
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