Dalla prigione parla l’ex leader dei Burzum
03 nov 2004 - Varg Vikernes, ex leader dei black-metallers norvegesi Burzum, ha rilasciato un’intervista ad un Website russo. Vikernes, come forse si ricorderà, uccise a coltellate un altro musicista, Euronymous. Condannato a 21 anni di detenzione, Christian "Varg" Vikernes finì dietro le sbarre, facendo parlare di sé solo occasionalmente, in coincidenza di qualche suo disco artigianalmente prodotto in prigione. Nel 2003 l’ex Count Grishnackh tentò la fuga ma venne riacciuffato dopo poche ore di latitanza. L’evasione riportò la memoria ai giorni tristi in cui, verso metà anni Novanta, alcuni giovani norvegesi adepti del locale filone di black-metal si divertivano ad andare a bruciare le chiese. L'assassinio di Euronymous (vero nome Oystein Aarseth) dei Mayhem giunse al punto più alto (o più basso) di quello sciagurato periodo. Euronymous, diventato in breve tempo una sorta di leader della scena, fece appannare il profilo di Vikernes. Il quale, il 10 agosto 1993, per vendicarsi non trovò di meglio che farlo fuori. Nell’intervista, abbastanza interessante, Vikernes è sembrato leggermente guardingo. Il musicista se l’è presa con i media (“Non gli importa dire la verità”), ha riferito che nella prigione norvegese di Trondheim in cui sta scontando la condanna si trova abbastanza bene, che recentemente ha ricevuto un computer e che sua figlia frequenta la scuola elementare. Incalzato dalle domande, Vikernes ha parlato delle sue idee politiche ed ha riferito che spera d’essere rimesso in libertà nell’agosto 2006. Il testo integrale dell’intervista è alla pagina www.burzum.org/eng/library/interview26.shtml.
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