Download e Cd: in Europa il sorpasso non avverrà prima del 2010?
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05 ott 2004 - I download digitali (e legali) da Internet sono destinati prima o poi a prendere il sopravvento sui Cd, e i siti Internet sui negozi di dischi, su questo sono tutti d’accordo. Stando ad una indagine appena sfornata dalla prolifica Jupiter Research, però, i sostenitori del sistema tradizionale possono tirare un piccolo sospiro di sollievo, almeno per quel che riguarda il Vecchio Continente: l’annunciato sorpasso non avverrà prima della fine del decennio. Le proiezioni dell’ente di ricerca (da prendere, come sempre, con le molle…) sostengono infatti che nel 2009 la spesa globale dei consumatori di musica europei ammonterà a 10,2 miliardi di euro; e di questi solo l’8 % circa, 836 milioni di euro, si indirizzerà verso prodotti e servizi in formato digitale (download e abbonamenti a piattaforme musicali on-line: il cui valore attuale complessivo è stimato in 46,3 milioni di euro).Nel riportare le cifre, la Reuters le mette a confronto con quelle, decisamente più ottimistiche, diffuse recentemente da un’agenzia concorrente, Forrester Research: che alla musica digitale nel suo complesso attribuiscono da qui a 5 anni un giro d’affari di 3,5 miliardi di euro, pari al 30 % dei consumi musicali legali in Europa. Troppo ottimistiche, secondo gli analisti di Jupiter: il “parco” lettori Cd in circolazione, sostengono, continua a superare di gran lunga quello dei player mp3 (soprattutto finché, sottolineano giustamente, sul mercato continueranno a circolare riproduttori e software tra loro incompatibili). Risultato: il CD continuerà a regnare indisturbato almeno per altri cinque anni mentre i download digitali resteranno un mercato relativamente per pochi, a dispetto del tasso di crescita accelerata.
La vera alternativa alla distribuzione tradizionale, a quel punto, potrebbe essere la musica “mobile”, diffusa sui telefoni cellulari sotto forma di download e suonerie: ma su quella, purtroppo, lo studio di Jupiter non avanza previsioni.
TAGS: Forrester, industria musicale, Jupiter, Research, Reuters
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