Musica in TV, All Music e MTV presentano i nuovi palinsesti




17 set 2004 - L’autunno caldo della tv comincia, come sempre, con la guerra preventiva dei palinsesti. E’ il momento dei piani di battaglia, dei proclami (ma anche delle pretattiche e della prudenza, coi tempi che corrono), dello sbandieramento degli obiettivi di “audience” e di “share”. E all’obbligatorio check in di inizio stagione non si sottraggono, naturalmente, neppure le emittenti musicali.
Ha cominciato l’autoctona Rete A All Music dell’editore Alberto Peruzzo, che il nuovo palinsesto lo ha inaugurato il 13 settembre (andrà a pieno regime solo dal 27, però): ritoccando la disposizione in campo della sua squadra di veejay e aggiungendo show di nuova concezione al piatto tradizionale composto da videoclip, speciali monografici, classifiche, musica italiana, musica dal vivo (tra i primi appuntamenti: Zucchero e Beyoncé), rubriche di moda e costume, programmi “interattivi” con dediche e videomessaggi degli ascoltatori. “Le grandi novità stanno soprattutto nelle conduzioni: volti nuovi, e volti familiari collocati in programmi nuovi, ha spiegato a Rockol il direttore generale Alessandro Peruzzo. “Garantire ai programmi una vita propria e autonoma, al di là del personaggio che li conduce, è da sempre una caratteristica della nostra rete. L’interscambio tra i veejay serve anche ad evitare il possibile effetto noia degli appuntamenti fissi e quotidiani che formano l’ossatura del nostro palinsesto”. Cresce, nella programmazione di All Music, anche lo spazio dedicato alla parola: “Ma in programmi che restano sempre incentrati sul contenuto musicale, in omaggio al nostro marchio e statuto”, precisa Peruzzo: che cita ad esempio I love rock& roll e Rapture, contenitori a tema di clip che quest’anno diventano veri e propri show con conduttore in studio. Tra le novità, oltre a un Extra dedicato a musiche più distanti dai circuiti commerciali, si segnala One Shot, un programma sulla musica anni ’80 e ’90 affidato alla conduzione di Ringo. “E’ un’idea che nasce dal profilo del nostro ascoltatore tipo”, spiega il direttore. “Dopo i 18-34 enni, i quarantenni sono i nostri maggiori ascoltatori: la scelta è caduta su Ringo perché è uno dei testimoni più significativi della musica di quel periodo”.
Le ultime indagini Eurisko (aprile 2004) attribuiscono ad All Music una media di 7 milioni e 700 mila ascoltatori a settimana. “E’ realistico puntare ad un ulteriore incremento del 20-25 %, 10 milioni di ascoltatori a settimana entro la fine del 2005. Quanto alla raccolta pubblicitaria, il target per l’anno prossimo sarà intorno ai 25 milioni di euro”. E MTV? “Inutile negare che guardiamo con attenzione a quel che fanno. Ma ci sentiamo diversi, anche se ci rivolgiamo a un target simile: loro principalmente, e noi esclusivamente, attraverso la musica. Loro hanno mire di televisione generazionale, noi no. Facciamo una televisione che cerca di rappresentare i gusti del suo pubblico senza volerne imporre di nuovi. Sta funzionando: tre anni fa, dopo il divorzio con Viva, qualcuno ipotizzava che saremmo tornati alle televendite: invece non solo siamo qui, ma ci siamo fortificati”.
Anche MTV, intanto, si gode il suo incremento stabile di ascolti. I dati raccolti da una recente ricerca Makno & Consulting parlano di 14,5 milioni di contatti settimanali e di 8,3 milioni di persone sintonizzate quotidianamente, in media, sulle frequenze dell’emittente (di questi, l’80 % sono giovani sotto i 35 anni): il doppio di quattro anni fa, il 5 % in più del 2003. Su queste premesse Antonio Campo Dall’Orto e il suo staff, esaminati i risultati di una ricerca sull’universo giovanile condotta da MTV Lab (l’“osservatorio” della rete) in collaborazione con l’istituto BABA, hanno formulato i loro nuovi propositi: “Divertire, ma anche stimolare il nostro pubblico sui temi dell’attualità, invitarlo ad esprimere i suoi desideri e le sue aspirazioni”, a partire dall’happening dell’MTV Day all’Arena Parco Nord di Bologna (sul palco aficionados del festival come Piero Pelù, Articolo 31 e Max Gazzé, alla sua terza partecipazione; “debuttanti” come Frankie Hi NRG e Verdena, e gli ospiti internazionali Black Eyed Peas: la maratona TV sarà visibile anche sul canale satellitare MTV Hits, in modalità interattiva, e ascoltabile per la prima volta in stereo in 9 regioni italiane, come tutti gli altri programmi della rete a partire dalla stessa data). Una settimana dopo va in scena a Fiumicino un altro festival gratuito, marchiato Brand:New Day e organizzato in gemellaggio con il Tora! Tora!: dodici esibizioni (Afterhours, Cristina Donà, Linea 77, Modena City Ramblers, più i newyorkesi Interpol) che verranno interamente registrate per poi essere ritrasmesse sul canale terrestre e sul satellitare Brand: New. “A dimostrazione, ancora una volta, di come MTV Italia sia diventata un produttore costante di musica dal vivo, che oltretutto distribuisce spesso e volentieri alle sue consorelle estere, prossimamente anche negli Stati Uniti e in Asia”, dice il responsabile musicale della rete Luca De Gennaro, annunciando anche il primo appuntamento “mainstream” nella nuova serie di Live @ Supersonic (Elton John e band dal vivo dagli studi milanesi di MTV in ottobre) e una settimana di concerti in club e locali romani nella settimana degli MTV Europe Music Awards di novembre, evento glamour e maggior sforzo produttivo della rete per il 2003/2004.
Il resto del menù di stagione offre programmi musicali, di approfondimento e di intrattenimento dedicati alla dance music e alla club culture, agli anni ’90 (Absolutely 90’s, con una house band capitanata da Faso di Elio e le Storie Tese), classici come TRL, Loveline e gli Osbournes, più numerose acquisizioni (da MTV Usa, BBC, Buena Vista, produttori cinesi e coreani) nel campo della fiction, dell’animazione e dei reality show. Scompare invece, dopo sette anni, Select, sostituito da Most Wanted, programma di interazione con il pubblico su temi seri e non. “Resta valido il rapporto di forze tra la musica e il resto”, assicura il direttore dei palinsesti Alberto Rossini, “75-80 % contro 20-25. In questo senso, siamo molto più attenti alla musica dei nostri colleghi inglesi e americani”.


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