NEWS   |   Pop/Rock / 15/03/2016

Graham Nash, dopo la fine di CS&N, album e tour da solo: “A 74 anni entro in una nuova vita” - INTERVISTA

 Graham Nash, dopo la fine di CS&N, album e tour da solo: “A 74 anni entro in una nuova vita” - INTERVISTA

Fisico asciutto, sguardo penetrante: sarebbe quasi impossibile dare 74 anni a Graham Nash, se non fosse per la (ancora folta) chioma bianca. L’inglese di Crosby Stills & Nash (& Young) dà appuntamento la mattina presto in un hotel milanese - “vieni presto che è puntuale”, mi raccomanda la casa discografica. Un quarto d’ora prima è già lì, lucido e chiacchierone - smentendo la doppia leggenda della scarsa puntualità dei rocker, e soprattutto che nessuno di loro sia in grado di articolare una frase di senso compiuto prima della (nostra) ora di pranzo.

Ma, d’altra parte, Graham Nash è sempre stato il punto di equilibrio in una delle formazioni più litigiose della storia del rock - e un motivo ci sarà. Dopo quasi 50 anni di onorato servizio, Nash ha recentemente messo la parola “fine” alla storia di di CS&N - dichiarandosi “stufo di parare il culo a David Crosby”. Mi viene chiesto di non parlare del passato. Perché Nash ha un disco in uscita, “This path tonight” (15 aprile) e un tour in partenza, in arrivo a Giugno in Italia per quattro date (a partire dal 2 a Lucca: qua le date). E’ il primo album da solo di Nash da “Songs for survivor” del 2002, ed è stato inciso con Shane Fontayne, chitarrista dei Lone Justice, di Springsteen nella band del ’93, di Jackson Browne, ma soprattutto di CS&N e di Crosby & Nash nell’ultimo decennio,
Dopo la fine di CS&N - prevista nel disco da brani come “Encore” e “Golden days”- la “nuova” carriera solista, nasce da un altro divorzio, quello dalla seconda moglie, dopo 38 anni, e da un nuovo amore. Ecco cosa ci ha raccontato, nella nostra chiacchierata

(Gianni Sibilla)

“This path tonight” è il primo disco solista in 14 anni. Come mai tutto questo tempo?
Ho prodotto 16 album in 10 ho lavorato a box miei, di Stills e di Crosby, al nostro album dal vivo “1974”, A demo, inediti. Sono un ragazzo parecchio impegnato…
In questo periodo ho scritto parecchio. Ma dopo quasi 40 anni io e mia moglie abbiamo divorziato. Ho conosciuto questa donna meravigliosa che si chiama Amy Grantham e ci siamo innamorati. Mi sono svegliato, ed è successo che avevo delle storie da raccontare, da solo.

Le canzoni dell’album sono state scritte in questo lasso di tempo o nell’ultimo periodo?
Sono state scritte tutte a fine 2014. Poi ci siamo presi una pausa natalizia, e siamo entrati in studio all’inizio del 2015. Le abbiamo registrate in 8 giorni, praticamente dal vivo.

Quindi sono stati gli ultimi eventi della tua vita a spingerti verso un disco solista? Lo possiamo considerare un “break-up album”?
Io, David e Steven non avevamo piani per fare un album nuovo, così cosa potevo fare?  Ma no, non è un album di rottura. Parla del futuro, di io che cammino guardando avanti. Per questo sulla copertina - la foto è di Amy, - mi si vede di spalle che cammino avanti. So che c’è stata una tempesta, so che potrebbe sembrare un’immagine scura o malinconica, ma quello sono io che cammino verso una nuova vita.

Come è nata l’idea di lavorare al disco con Shane Fontayne? E’ stato il chitarrista dei CS&N e di Crosby & Nash. Ma in questo caso ha co-firmato tutti i brani dell’album.
Quando siamo in tour, ognuno di noi tre o noi due ha un suo bus. Shaine è da sempre sul mio. James Raymond, figlio di Crosby, è su quello di David. Il tastierista su quello di Steven. Così quando ho iniziato a scrivere canzoni ho pensato a lui: è come scrivere con me stesso. Lui è inglese come me, i ha visto negli Hollies nel ’64, quando aveva solo 12 anni…
Scrivere con altre persone mi mette a disagio, se non siamo in sintonia. Ma non con lui: le storie sono mie, io gli davo idee o melodie, e me le riportava come canzoni finite, occupandosi soprattutto della musica. Gli ho chiesto di mettere in piedi una band, e mi sono fidato completamente. E’ forse la prima volta che ho dovuto presentarmi ai musicisti il primo giorno in studio.

Siete entrambi due inglesi trapianti in America…. Cosa ricordi del tuo arrivo negli Stati Uniti e dell’effetto che ha avuto sulla tua musica?
Shane vive in America da molto tempo, ma non quanto me. Io vivo negli Stati Uniti ormai da 50 anni. Con gli Hollies ho imparato a scrivere melodie che non ti lasciavano più, ma le parole lasciavano a desiderare. Sono orgoglioso di aver fatto parte di quel gruppo, ma quando sono arrivato in California e ho iniziato a lavorare con David, con Stephen, con Neil (Young) e Joni (Mitchell) ho capito che dovevo acquistare profondità, che c’erano storie più importanti da raccontare che una rima tra “moon” e “june”.

Questo è un disco soprattutto personale, poco politico come altre cose che hai scritto. Cambieresti qualcosa, vista la situazione politica attuale degli ultimi mesi?
In realtà, nella versione deluxe ci sono tre canzoni molto diverse. Una, “Watch out for the wind”, è stata scritta la mattina dopo che Michael Brown era stato ucciso da un poliziotto a Ferguson. “Mississipi burning”  racconta la storia di tre studenti che negli anni ’60 vennero uccisi perché aiutavano la gente di colore a votare.

Sei un sostenitore di Bernie Sanders, e non hai mai nascosto le tue posizioni politiche. Cosa ne pensi della corsa alla presidenza degli Stati Uniti?
Sanders è il migliore per me, ed è l’unico che ha una visione chiara sulle diseguaglianze sociali ed economiche, in America e nel mondo. E’ dagli anni ’60 che si occupa di questi temi. Credo abbia buone possibilità, ma se lui non ce la farà, voterò Hillary Clinton. Non voterò mai repubblicano. E Trump fa paura. E’ peggio del vostro Berlusconi, che almeno ogni tanto ascolta le persone intorno a sé. Trump non ascolta nessuno, fa tutto di testa sua. Non so cosa potrebbe succedere se vincesse.

In passato molti musicisti si sono mobilitati per le elezioni, soprattutto a favore dei democratici. E spesso non è servito. Credi che la musica possa fare ancora qualcosa per cambiare l'orientamento della gente? Tu farai qualcosa?
Suonerò per Sanders appena sarò in America - e se vorrà usare “Teach your children” per i loro comizi, ne sarò felice. E se riuscirò a far cambiare idea anche solo a qualche persona, a convincerla, sarà già un gran risultato.

Tornando alla musica: il tour parte a fine marzo, e arriverà in Italia a giugno. Che spettacolo sarà?
Saremo solo io e Shane, per quelle canzoni sono nate così, e vivono così. Io suonerò la chitarra acustica o il piano, lui l’acustica e l’elettrica. Partirò dagli Hollies per arrivare all’ultimo disco, con tutto quello che c’è in mezzo.

Questo è un disco centrato sul presente e sul futuro, e ci hai chiesto di non parlare del passato. Quindi, cosa riserva il futuro, dopo questo album e questo tour?
Un altro album - non dimenticatevi che ho un sacco di canzoni scritte negli ultimi anni. Sono certo che non farò passare altri 14 anni, perché significherebbe che avrei 84 anni all'uscita… Il rock, per me, è stata una buona medicina.

 

 

 

Scheda artista Tour&Concerti
Testi
Altre notizie su Graham Nash