NEWS   |   R'n'B / Hip Hop / 10/09/2004

Un tribunale americano 'condanna a morte' il rap

Un tribunale americano 'condanna a morte' il rap

La Corte D’Appello di Cincinnati, Ohio, ha sentenziato che gli artisti dovranno pagare per qualsiasi campione musicale utilizzato nei loro dischi. Una decisione che potrebbe avere serie ripercussioni sulla scena hip hop, un genere che ha sempre attinto a piene mani da produzioni musicali di altri. Prima di questo appello, utilizzare piccoli frammenti di canzoni e farla franca era legale, sempre che la parte utilizzata fosse non identificabile. Ora invece gli artisti dovranno pagare tutto e comunque, perché la decisione rientra tra i reati di pirateria discografica. “Gli artisti dovranno procurarsi l’autorizzazione oppure evitare di campionare la musica altrui. Non vediamo nessun segno di creatività in questo sempre crescente fenomeno”, ha sentenziato la Corte. Il caso è stato sollevato dalla Bridgeport Music e la Westbound Records proprietarie dei diritti di molti dischi tra i quali quelli di George Clinton e i suoi Funkadelic/Parliament, statisticamente tra gli artisti più campionati della storia. Non a caso, alla base della causa c’è un campione di due secondi di un pezzo dei Funkadelic utilizzato in "100 miles and runnin" di N.W.A. e inserito nel film "I got the hookup". Clinton però non è mai stato contrario al fenomeno dei cosiddetti “samples”, anzi lui stesso ha pubblicato due album intitolati “Sample some of dis” e “Sample some of dat”, nei quali chiedeva espressamente agli artisti di campionare liberamente la sua musica

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