I Fiamma Fumana escono dalla loro 'Home'
07 mag 2004 - Sono passati quasi cinque anni da quando Alberto Cottica fondò nel 1999 i Fiamma Fumana assieme a Marco Bertoni e alla cantante Fiamma. In questo lasso di tempo la formazione elettro-folk è passata attraverso altri progetti (il disco solista di Fiamma) e un cambiamento nella formazione con l'uscita di Bertoni e l'arrivo di Medhin Paolos e della suonatrice di piva emiliana Lady Jessica Lombardi. Ed è proprio con lei e con Cottica che parliamo del nuovo album dei Fiamma Fumana, “Home”, un disco che viene pubblicato oggi in Italia, venerdì 7 maggio, dalla Mescal, a sette mesi dalla pubblicazione dell'album negli Stati Uniti attraverso la label Omnium (www.omnium.com). Un disco dalle radici italiane molto forti dove i brani delle tradizioni regionali del nord-est vengono riproposte in una versione moderna, con sonorità ispirate alla musica irlandese e con arrangiamenti ricchi di basi elettroniche. “Questo disco è nato per il mercato americano, ed è per questo che il titolo e la presentazione dei brani nel booklet sono in inglese: anche la grafica è la stessa di quella utilizzata nella versione statunitense”, ci ha spiegato Lady Jessica.
“Home” propone una fusione di suoni che porta a risultati inaspettati per un ascoltatore non abituato all'ascolto della musica folk e etnica. Come in “Marìdem”, dove lo stretto dialetto emiliano crea suggestioni musicali che vanno oltre i confini europei. “Questo è un grosso complimento per noi”, esclama Jessica. “Significa che siamo riusciti a fare quello che ci eravamo prefissati: creare un prodotto fresco partendo dal dialetto”.
In “Home” i Fiamma Fumana hanno inserito anche tre inediti: “Mixedblood”, “Oasis” e “Balla!”. “Quest'ultima è stata ispirata da una canzone tradizionale in cui si racconta la storia di una ragazza che viene corteggiata da un signore anziano, ma lei si rifiuta e gli dice che accetterà di sposarlo solo se lui riuscirà a starle dietro nel ballo”, ci spiega Alberto Cottica. “In realtà nel scrivere il testo sono stato un gentiluomo: la versione tradizionale, infatti, era notevolmente più esplicita dal punto di vista sessuale. Anche 'The hunter' aveva un testo ambiguo: in fase di registrazione ci siamo scontrati sul vero significato di alcuni passaggi (un cacciatore incontra nel bosco una giovane ragazza e se ne innamora). Nel brano non si capisce se è vero amore, o se la ragazza è costretta ad assecondare il volere del cacciatore. Noi abbiamo tagliato una parte di brano su cui non riuscivamo ad accordarci sul significato, ma il dubbio rimane sempre. Ci siamo resi conto che i testi dei brani tradizionali sono molto più maliziosi d quelli della musica contemporanea, c'è molto meno romanticismo e più schiettezza”.
Tre gli ospiti speciali che compaiono nel disco dei Fiamma Fumana: Stefano Miele (che ha remixato il brano “Marìdem”), il cantante degli Agricantus Tonj Acquaviva (che duetta con Fiamma in 'Sanguemisto') e il Coro delle Mondine di Novi, che eseguono assieme alla formazione la classica “Bella ciao” nel testo originale che narra la vita delle mondine durante il periodo della guerra. “Loro si divertono molto a suonare insieme a noi”, ci ha raccontato Jessica. “Il coro delle Mondine è un patrimonio culturale che va sfruttato perché sappiamo che non durerà per sempre. Stiamo pensando ad un progetto per loro e, il prossimo 3 giugno, le porteremo qui a Milano (alla libreria Feltrinelli) per uno showcase in cui suoneremo assieme a loro altri tre brani”.
“In 'Sanguemisto' avevo deciso di fare un esperimento per creare una 'super-canzone' tradizionale”, ha raccontato Cottica. “Noi italiani ci siamo totalmente 'imbastarditi' con tutti: dai celti agli arabi, il nostro retaggio comprende moltissime culture. La canzone è una sorta di manifesto folk italiano e il testo parla proprio di questo: di due cantanti italiani così distanti nelle loro tradizioni. La scelta di usare il dialetto siciliano è stata di Tonj, che ha riscritto il mio testo migliorandolo”.
Tra i prossimi progetti della band c'è quello di suonare in Italia e soprattutto all'estero. “Spesso la musica tradizionale italiana negli Stati Uniti è intesa come quella del mandolino, della nostalgia”, ci ha spiegato Jessica. ”In realtà quando noi teniamo dei concerti all'estero ci esibiamo all'interno di festival che propongono musica etnica e folk, per cui il pubblico è ben più preparato dell'ascoltatore medio”.
Oltre all'Italia di Fiamma Fumana in estate si esibiranno anche in Canada, Olanda e Stati Uniti. Per ulteriori informazioni vi riamandiamo al sito www.fiamma.org.
TAGS: Alberto, Bertoni, Cottica, Fiamma Fumana, Jessica, Lombardi, Marco, Medhin, Mescal, musica italiana, Omnium, Paolos
“Home” propone una fusione di suoni che porta a risultati inaspettati per un ascoltatore non abituato all'ascolto della musica folk e etnica. Come in “Marìdem”, dove lo stretto dialetto emiliano crea suggestioni musicali che vanno oltre i confini europei. “Questo è un grosso complimento per noi”, esclama Jessica. “Significa che siamo riusciti a fare quello che ci eravamo prefissati: creare un prodotto fresco partendo dal dialetto”.
In “Home” i Fiamma Fumana hanno inserito anche tre inediti: “Mixedblood”, “Oasis” e “Balla!”. “Quest'ultima è stata ispirata da una canzone tradizionale in cui si racconta la storia di una ragazza che viene corteggiata da un signore anziano, ma lei si rifiuta e gli dice che accetterà di sposarlo solo se lui riuscirà a starle dietro nel ballo”, ci spiega Alberto Cottica. “In realtà nel scrivere il testo sono stato un gentiluomo: la versione tradizionale, infatti, era notevolmente più esplicita dal punto di vista sessuale. Anche 'The hunter' aveva un testo ambiguo: in fase di registrazione ci siamo scontrati sul vero significato di alcuni passaggi (un cacciatore incontra nel bosco una giovane ragazza e se ne innamora). Nel brano non si capisce se è vero amore, o se la ragazza è costretta ad assecondare il volere del cacciatore. Noi abbiamo tagliato una parte di brano su cui non riuscivamo ad accordarci sul significato, ma il dubbio rimane sempre. Ci siamo resi conto che i testi dei brani tradizionali sono molto più maliziosi d quelli della musica contemporanea, c'è molto meno romanticismo e più schiettezza”.
Tre gli ospiti speciali che compaiono nel disco dei Fiamma Fumana: Stefano Miele (che ha remixato il brano “Marìdem”), il cantante degli Agricantus Tonj Acquaviva (che duetta con Fiamma in 'Sanguemisto') e il Coro delle Mondine di Novi, che eseguono assieme alla formazione la classica “Bella ciao” nel testo originale che narra la vita delle mondine durante il periodo della guerra. “Loro si divertono molto a suonare insieme a noi”, ci ha raccontato Jessica. “Il coro delle Mondine è un patrimonio culturale che va sfruttato perché sappiamo che non durerà per sempre. Stiamo pensando ad un progetto per loro e, il prossimo 3 giugno, le porteremo qui a Milano (alla libreria Feltrinelli) per uno showcase in cui suoneremo assieme a loro altri tre brani”.
“In 'Sanguemisto' avevo deciso di fare un esperimento per creare una 'super-canzone' tradizionale”, ha raccontato Cottica. “Noi italiani ci siamo totalmente 'imbastarditi' con tutti: dai celti agli arabi, il nostro retaggio comprende moltissime culture. La canzone è una sorta di manifesto folk italiano e il testo parla proprio di questo: di due cantanti italiani così distanti nelle loro tradizioni. La scelta di usare il dialetto siciliano è stata di Tonj, che ha riscritto il mio testo migliorandolo”.
Tra i prossimi progetti della band c'è quello di suonare in Italia e soprattutto all'estero. “Spesso la musica tradizionale italiana negli Stati Uniti è intesa come quella del mandolino, della nostalgia”, ci ha spiegato Jessica. ”In realtà quando noi teniamo dei concerti all'estero ci esibiamo all'interno di festival che propongono musica etnica e folk, per cui il pubblico è ben più preparato dell'ascoltatore medio”.
Oltre all'Italia di Fiamma Fumana in estate si esibiranno anche in Canada, Olanda e Stati Uniti. Per ulteriori informazioni vi riamandiamo al sito www.fiamma.org.
TAGS: Alberto, Bertoni, Cottica, Fiamma Fumana, Jessica, Lombardi, Marco, Medhin, Mescal, musica italiana, Omnium, Paolos
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