Il semestre di Vivendi: bene telecom e pay-TV, male (ancora) la musica
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26 set 2003 - Ancora in rosso i conti di Universal Music, nei primi sei mesi del 2003: la casa discografica di proprietà francese ha chiuso il semestre con un passivo di 42 milioni di euro, risultando ancora una volta uno degli anelli deboli della catena Vivendi (anche se la colpa è da attribuire allo stato comatoso generale del mercato discografico).
La multinazionale transalpina ha invece registrato segnali di decisa ripresa nel settore delle telecomunicazioni e in quello delle pay-TV (con Canal Plus), oggi entrambi in attivo. Vivendi ha conseguentemente ridotto il suo deficit netto a 632 milioni di euro: un risultato peggiore di quello atteso dagli operatori finanziari ma controbilanciato da una crescita incoraggiante dei profitti di gestione (1,571 miliardi di euro). Il management della società è sempre convinto della possibilità di ridurre la sua esposizione debitoria a meno di 5 miliardi di euro entro la fine del 2004, una volta completata la vendita a NBC del suo braccio entertainment americano (che comprende cinema, televisione e parchi di divertimento). Come si sa (vedi News) non è prevista una liquidazione (almeno in tempi brevi) di Universal Music, l’unica major discografica esente in queste ultime settimane dalla ridda di voci e di presunte alleanze che coinvolgono le sue quattro principali rivali, EMI, Warner, Sony e BMG (vedi News; anche se le indiscrezioni su un’eventuale alleanza tra le ultime due sono già state ridimensionate e bollate come “puramente speculative” da fonti vicine alle parti in causa).
TAGS: BMG, Canal, EMI, industria musicale, Music, Plus, Sony, Universal, Vivendi, Warner
La multinazionale transalpina ha invece registrato segnali di decisa ripresa nel settore delle telecomunicazioni e in quello delle pay-TV (con Canal Plus), oggi entrambi in attivo. Vivendi ha conseguentemente ridotto il suo deficit netto a 632 milioni di euro: un risultato peggiore di quello atteso dagli operatori finanziari ma controbilanciato da una crescita incoraggiante dei profitti di gestione (1,571 miliardi di euro). Il management della società è sempre convinto della possibilità di ridurre la sua esposizione debitoria a meno di 5 miliardi di euro entro la fine del 2004, una volta completata la vendita a NBC del suo braccio entertainment americano (che comprende cinema, televisione e parchi di divertimento). Come si sa (vedi News) non è prevista una liquidazione (almeno in tempi brevi) di Universal Music, l’unica major discografica esente in queste ultime settimane dalla ridda di voci e di presunte alleanze che coinvolgono le sue quattro principali rivali, EMI, Warner, Sony e BMG (vedi News; anche se le indiscrezioni su un’eventuale alleanza tra le ultime due sono già state ridimensionate e bollate come “puramente speculative” da fonti vicine alle parti in causa).
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