Prezzi dei CD: favorevoli, contrari e astenuti sul taglio deciso da Universal
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15 set 2003 - Ancora reazioni contrastanti, negli USA, alla decisione di Universal Music di tagliare drasticamente i prezzi al pubblico dei CD eliminando contemporaneamente gli sconti e i contributi pubblicitari ai negozianti (vedi News).
Il direttore della distribuzione della major, Jim Urie, ha fatto sapere che alcune catene di rivenditori “minori” come Newbury Comics, Hastings e Bull Moose hanno già dato la loro adesione all’iniziativa, e che altri marchi si stanno aggiungendo. Ma molte perplessità serpeggiano tra numerosi altri negozianti indipendenti come tra le grosse imprese commerciali, che si trovano a fronteggiare costi fissi molto alti con margini improvvisamente ridotti al minimo. “Ogni programma basato su prezzi più bassi è buono per l’industria come per il consumatore. Bisogna vedere se lo è altrettanto per i rivenditori e per i distributori” ha sintetizzato il boss di Trans World, Bob Higgins, a colloquio con il sito HITSDailydouble. Altre voci – manager di artisti, avvocati, semplici consumatori – sono intervenute pubblicamente nel dibattito (mentre le major concorrenti tacciono, forse preparando le contromosse). E tra queste sembra prendere piede l’idea che sia forse troppo tardi per tentare un recupero di quell’ampia fetta di pubblico perduta a vantaggio dei siti Internet peer-to-peer che consentono lo scambio gratuito di musica. Secondo un utente Internet che ha voluto dire la sua sulla vicenda, “è come abbassare il prezzo dei francobolli per incoraggiare la gente a scrivere più lettere”.
TAGS: Bob, Bull, Comics, Hastings, Higgins, Hitsdailydouble, industria musicale, Jim, Moose, Music, Newbury, Transworld, Universal, Urie
Il direttore della distribuzione della major, Jim Urie, ha fatto sapere che alcune catene di rivenditori “minori” come Newbury Comics, Hastings e Bull Moose hanno già dato la loro adesione all’iniziativa, e che altri marchi si stanno aggiungendo. Ma molte perplessità serpeggiano tra numerosi altri negozianti indipendenti come tra le grosse imprese commerciali, che si trovano a fronteggiare costi fissi molto alti con margini improvvisamente ridotti al minimo. “Ogni programma basato su prezzi più bassi è buono per l’industria come per il consumatore. Bisogna vedere se lo è altrettanto per i rivenditori e per i distributori” ha sintetizzato il boss di Trans World, Bob Higgins, a colloquio con il sito HITSDailydouble. Altre voci – manager di artisti, avvocati, semplici consumatori – sono intervenute pubblicamente nel dibattito (mentre le major concorrenti tacciono, forse preparando le contromosse). E tra queste sembra prendere piede l’idea che sia forse troppo tardi per tentare un recupero di quell’ampia fetta di pubblico perduta a vantaggio dei siti Internet peer-to-peer che consentono lo scambio gratuito di musica. Secondo un utente Internet che ha voluto dire la sua sulla vicenda, “è come abbassare il prezzo dei francobolli per incoraggiare la gente a scrivere più lettere”.
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