Ricerca USA: il futuro è il downloading, tempi duri per Tower e Blockbuster
05 set 2003 - “It's the end of the world as we know it” si potrebbe dire, ancora una volta, alla maniera dei R.E.M. Cinque anni appena, dopo di che CD, Dvd e qualunque altro supporto “fisico” contenente musica e immagini preregistrate farà la fine di LP, cassette e VHS incamminandosi gradualmente ma inesorabilmente verso la periferia del mercato. E' l'ultima previsione formulata dall'istituto Forrester Research a seguito di un recente studio sull'impatto della distribuzione digitale: i ricercatori americani si mostrano ottimisti sull'esito della battaglia ingaggiata dall'industria contro i siti Internet pirata e il file sharing non autorizzato, non altrettanto sulla sopravvivenza del mercato discografico (e videografico) tradizionale.
In cinque anni, sostiene Forrester, il 33 % delle vendite di musica nel mondo confluirà nei canali di streaming e di downloading. Da qui al 2008, inoltre, la distribuzione elettronica assorbirà quasi un quinto (19 %) del mercato delle immagini, mentre case cinematografiche, TV via cavo e società di telecomunicazioni sviluppano servizi di video on-demand e altre alternative legali allo scambio illecito di materiale in rete. La conseguenza, secondo Josh Bernoff (uno dei ricercatori di Forrester), sarà inevitabile: “Le vendite di questi pezzi di plastica cominceranno ad esaurirsi, nel momento in cui la gente avrà accesso a tutto ciò che desidera sul suo apparecchio televisivo” (o sul computer).
Se le previsioni di Forrester contrastano con i trend di crescita del Dvd (il formato trainante, in questo momento, della famiglia dei supporti digitali), sembra esserci più consenso sulla sorte del CD: solo negli USA, il maggiore mercato al mondo per i consumi di musica registrata, la produzione destinata ad approvvigionare le case discografiche dovrebbe calare tra il 15 e il 18 % nell'arco dei prossimi cinque anni.
Forrester, dal canto suo, fa previsioni molto più pessimistiche, e ha già compilato una lista di vincitori e di perdenti. Tra i primi figurano i portali Internet che consentiranno l'acquisto di un'ampia gamma di servizi on-demand, i fornitori di reti a banda larga che fanno da necessaria infrastruttura al nuovo mercato e le aziende creative che, come AOL Time Warner, si stanno disfacendo di impianti di duplicazione e strutture di distribuzione per concentrarsi sulla produzione dei “contenuti”. Tra i secondi coloro che non saranno in grado di controllare i nuovi canali di distribuzione: a rischio soprattutto i grandi rivenditori specializzati come Tower Records e Blockbuster, a meno che non trovino il modo di entrare nei business emergenti associandosi con i nuovi protagonisti della diffusione virtuale di musica e video.
TAGS: AOL, Blockbuster, Forrester, industria musicale, R.E.M., Records, Research, Time, Tower, Warner
In cinque anni, sostiene Forrester, il 33 % delle vendite di musica nel mondo confluirà nei canali di streaming e di downloading. Da qui al 2008, inoltre, la distribuzione elettronica assorbirà quasi un quinto (19 %) del mercato delle immagini, mentre case cinematografiche, TV via cavo e società di telecomunicazioni sviluppano servizi di video on-demand e altre alternative legali allo scambio illecito di materiale in rete. La conseguenza, secondo Josh Bernoff (uno dei ricercatori di Forrester), sarà inevitabile: “Le vendite di questi pezzi di plastica cominceranno ad esaurirsi, nel momento in cui la gente avrà accesso a tutto ciò che desidera sul suo apparecchio televisivo” (o sul computer).
Se le previsioni di Forrester contrastano con i trend di crescita del Dvd (il formato trainante, in questo momento, della famiglia dei supporti digitali), sembra esserci più consenso sulla sorte del CD: solo negli USA, il maggiore mercato al mondo per i consumi di musica registrata, la produzione destinata ad approvvigionare le case discografiche dovrebbe calare tra il 15 e il 18 % nell'arco dei prossimi cinque anni.
Forrester, dal canto suo, fa previsioni molto più pessimistiche, e ha già compilato una lista di vincitori e di perdenti. Tra i primi figurano i portali Internet che consentiranno l'acquisto di un'ampia gamma di servizi on-demand, i fornitori di reti a banda larga che fanno da necessaria infrastruttura al nuovo mercato e le aziende creative che, come AOL Time Warner, si stanno disfacendo di impianti di duplicazione e strutture di distribuzione per concentrarsi sulla produzione dei “contenuti”. Tra i secondi coloro che non saranno in grado di controllare i nuovi canali di distribuzione: a rischio soprattutto i grandi rivenditori specializzati come Tower Records e Blockbuster, a meno che non trovino il modo di entrare nei business emergenti associandosi con i nuovi protagonisti della diffusione virtuale di musica e video.
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