Paolo Fresu: 'Al disco credo poco, la mia vita è sul palco'
19 ago 2003 - Circa 250 concerti l'anno fra Italia, Francia (dov'è praticamente un idolo), Germania, Olanda, Belgio e Scandinavia, e Paolo Fresu, 42 anni e sardo d'origine, ha fatto del live la sua principale attività e del viaggio il suo più grande stimolo. "Molte delle mie idee nascono proprio in quel tempo franco che è il viaggio", dice in un'intervista, "Al disco credo poco ormai: la mia vita di musicista oggi è sul palco".Da quindici anni Fresu è anche patron e direttore artistico del festival "Time in jazz", organizzato nel suo paese natio, Berchidda: "E' una sorta di laboratorio involontario", spiega, "il tema in fondo è un pretesto, chiamando artisti diversi tra loro gettiamo il seme di collaborazioni che poi magari fioriscono altrove". Al termine dell'intervista, Fresu annuncia: "Inciderò in totale autonomia, scegliendo ogni volta per chi registrare: il quintetto italiano che sta per compiere vent'anni; il trio con Salise Di Castri; il duo con Caine, il quartetto Angel". Senza trascurare altri progetti: "Manderò avanti anche operazioni più complesse", conclude, "come 'Etnografie' e 'Sonos 'e memoria', il film di montaggio di Gianfranco Cadiddu prodotto dal Luce. Sono all'opera su musica e letteratura con Massimo Carlotto, mentre in ottobre la Triennale di Berlino mi ha affidato la cura di una giornata sulla canzone italiana". (Fonte: La Repubblica)
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Nasce il 10 febbraio 1961 a Berchidda, in Sardegna. Inizia lo studio della tromba all'età di… leggi tutto >
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