USA, continua la morìa di negozi: ora tocca a Musicland
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13 gen 2003 - Prosegue il conto delle vittime, su quel campo di battaglia che è diventato il mercato discografico americano, messo alle strette da una flessione che ha superato il 10 % (vedi News) negli ultimi dodici mesi: dopo le drastiche riduzioni annunciate dalla catena Wherehouse Entertainment (vedi News), arriva la conferma che anche il concorrente Musicland (di proprietà Best Buy) ha chiuso 90 negozi marchiati Sam Goody più altri 20 che operavano sotto l’insegna Suncoast (video), approfittando della scadenza dei contratti di affitto. I dirigenti del gruppo hanno citato come causa della loro decisione il declino delle vendite di musica preregistrata e la riduzione nella presenza di pubblico nei punti vendita. In totale, Musicland – che versava in condizioni difficili già prima di essere rilevata da Best Buy, due anni fa – ha chiuso 160 punti vendita in un anno, e si troverà presto costretta a licenziare 600 dipendenti (intanto se n’è già andato il presidente, Kevin Freeland). La società madre ha fatto sapere che i piani di sviluppo della catena restano, a questo punto, in sospeso.E non è tutto: CD Warehouse, un’altra società di “retail” discografico che in luglio aveva avviato le pratiche per il concordato fallimentare, ha fatto sapere che entro due settimane metterà in vendita il suo intero patrimonio.
TAGS: Best, Buy, CD, Entertainment, Freeeland, Goody, industria musicale, Kevin, Musicland, Sam, Suncoast, Warehouse, Wherehouse
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