EMI, nessuna offerta interessante per le fabbriche di CD




21 feb 2002 - La major britannica, almeno per il momento, si terrà i suoi impianti di duplicazione di supporti digitali: le prospettive di guadagno nel passare il testimone alla tedesca Bertelsmann e alla britannica Disctronics sono troppo basse rispetto a quanto la EMI si aspettava di realizzare tagliando i costi di gestione dopo la cessione degli impianti (10 milioni di sterline), e di conseguenza la società ha ritenuto opportuno sospendere i piani di disinvestimento, annunciati già ai tempi in cui alla guida della società c'era Ken Berry e poi confermati dal suo successore Alain Levy.
Le proprietà EMI nel campo della duplicazione CD includono fabbriche dislocate in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Europa continentale: Italia compresa, dove lo stabilimento ubicato presso i vecchi quartier generali della casa discografica, a Caronno Pertusella (Varese), è ora gestito da una società autonoma, EMI Operations Italy SpA, di cui è amministratore delegato e direttore generale Ludovico Dello Iojo. La capacità produttiva globale degli impianti EMI nel mondo è di 350 milioni di CD all'anno.


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