Slash presenta 'Apocalyptic love', la videointervista

Il cappellaccio a cilindro non c’è: è sulla copertina di “Apocalyptic love”, ma Slash si presenta alla stampa italiana con una coppola di pelle calata sui riccioli. Gli occhi sono nascosti dagli immancabili occhiali da sole a goccia, la camicia nera è sbottonata a rivelare un ciondolo con un… Leggi tutto

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Slash presenta 'Apocalyptic love', la videointervista

Slash presenta 'Apocalyptic love', la videointervista

Il cappellaccio a cilindro non c’è: è sulla copertina di “Apocalyptic love”, ma Slash si presenta alla stampa italiana con una coppola di pelle calata sui riccioli. Gli occhi sono nascosti dagli immancabili occhiali da sole a goccia, la camicia nera è sbottonata a rivelare un ciondolo con un teschio. Il chitarrista è riconoscibilissimo anche senza uno dei suo marchi di fabbrica: salterà fuori magicamente da una scatola solo più tardi, per un servizio fotografico.
Sulla copertina del nuovo album, in uscita il 22 maggio a due anni di distanza da “Slash”, però non c’è solo il cappellaccio a cilindro. Ci sono altri simboli: la chitarra Gibson, l’immaginario “sesso & rock ‘n’roll” rappresentato da due ragazze seminude - una angelica,  una demoniaca. Della droga non c’è più traccia perché “Non sono più autodistruttivo come una volta”, dirà. “Sono ragionevolmente stabile, anche se vivo ancora in questo circo pazzesco che è il rock ‘n’ roll, in cui mi porto dietro la mia famiglia, che mi sorregge”. E c’è l’immaginario fatto di serpenti e teschi che l’ha sempre accompagnato da quando è uscito dai Guns ‘N’ Roses.
“Apocalyptic love”, che abbiamo ascoltato questa mattina, è un disco di hard rock senza tempo, in cui le chitarre riconoscibilissime di Slash si accompagnano alla voce di Myles Kennedy: con il cantante degli AlterBridge, presente in alcuni brani del disco precedente, Slash si è trovato talmente bene da portarselo in tour per due anni, da incidere un disco intero e da co-accreditarlo sulla copertina, dove il suo nome figura in caratteri più piccoli, ma comunque evidenti, assieme a quello dei Conspirators, ovvero Tood Kerns e Brent Fitz.
Slash dice che questo è di fatto un disco di una band di cui lui è il leader indiscusso: “Sono sempre stato in una band con un singolo cantante, quindi non è stata un’esperienza nuova lavorare solo con Myles. Il disco precedente, quello sì è stata una novità, visto che c’erano diversi cantanti. Questa è probabilmente la mia prima vera esperienza solista ed è stata davvero positiva, finora. E’ stato liberatorio per me gestire le decisioni da solo, senza dover mediare con altre quattro persone. E’ sicuramente un picco della mia carriera”, ci ha raccontato nella nostra videointervista.

“Fondamentalmente, era dal 2010 che ero in tour con Myles Kennedy, Todd Kerns e Brent Fitz. Mi sono reso conto che, visto che questi ragazzi sono davvero un’ottima r’n’r band, sarebbero stati perfetti per fare un altro disco solista. Così gli ho chiesto se erano disponibili a entrare in studio una volta terminato il tour, loro hanno detto di sì”. L’album è stato scritto in buona parte on the road, con Kennedy che ha curato i testi, e rifinito prima di entrare in studio e poi suonato praticamente dal vivo.
Lo Slash del 2012 è un uomo sereno, consapevole della sua musica e della sua immagine. E’ guardato a vista da un energumeno che regola al millisecondo i tempi della sua giornata e le interazioni con i giornalisti, ma risponde a tutti con un sorriso, anche quando in conferenza stampa arriva inevitabile la prima domanda su Axl Rose e sulla recente mancata reunion per l’ammissione alla Rock ‘n’ Roll Hall Of Fame: “I specifically don’t talk about him, è una regola che mi evita un sacco di problemi”, dice in maniera disarmante e saggia. Poi a noi confesserà comunque che “Essere semplicemente parte di un’entità musicale che ha prodotto degli album considerati così influenti, talmente tanto che il loro impatto ci ha portati alla Hall of Fame... E’ un grande onore e sono contento di essere stato presente la sera della cerimonia: è stato fantastico essere lì con alcuni dei membri originali della band e poter suonare con loro”.
Tornando al disco, Slash spiega che “Apocalyptic love” non ha un significato particolare: “Stavo pensando ad un titolo che racchiudesse tutto ciò che c’è nel disco e non riuscivo a trovarne uno. Allora ho pensato di passare in rassegna le canzoni, alla ricerca di una che avesse un buon titolo che andasse bene anche per il disco. Ho pensato che quel titolo fosse ‘catchy’. ‘Apocalyptic love’ è una canzone che non va presa troppo sul serio, è un scherzo su una relazione alla vigilia dell’apocalisse”.
Per il resto, Slash dice di non avere particolari aspettative, se non di continuare a portare avanti questo progetto, con un tour che partirà dagli Stati Uniti già la prossima settimana e che lo porterà in Italia al Gods Of Metal, a Rho, il 23 giugno prossimo. E dimostra la sua serenità e anche la sua umiltà dicendo di essere un chitarrista migliore, oggi: “ Da qualche anno sono più in controllo e capace di esprimere quello che voglio con lo strumento. Riesco a collegare meglio il mio cuore con le mie dita, ad esprimere meglio le mie emozioni. Credo che mi abbia aiutato il confrontarmi con generi e tecniche diverse”. Le ultime parole della nostra videointervista sono un accorato ricordo di Jim Marshall, l’inventore dell’amplificatore valvolare recentemente scomparso, e una buona metà del suono di Slash assieme alla sua inseparabile Gibson: “Jim Marshall da solo ha inventato la strumentazione di alcuni dei nomi più iconici dagli anni ’60 fino ai ’70. Quando avevo 14 o 15 anni volevo diventare come quelle icone, volevo avere uno di quegli amplificatori, e Jim ha avuto un’enorme influenza su di me. Ci siamo incontrati negli anni ’90, credo fosse il ’91, mi ha preso sotto la sua ala protettrice, ha prodotto uno “Slash model” che è stato il primo di una “Artist series”  di amplificatori. E’ sempre stato una bella persona, e ho sempre ammirato la sua etica lavorativa, l’impegno e la passione che metteva in ogni cosa che faceva. Sono molto orgoglioso di averlo conosciuto e di avere fatto parte della Marshall Family”.

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Slash
Slash – il cui vero nome è Saul Hudson - nasce il 23 luglio 1965 a Stoke –on –Trent, in Inghilterra.
Conosciuto per essere il chitarrista dei Guns N’ Roses, è dopo la pubblicazione di THE SPAGHETTI INCIDENT? che incomincia dei progetti paralleli al gruppo, dato che esso nel frattempo si è preso una pausa. Forma infatti gli Slash’s Snakepit assieme a Matt Sorum (batteria) e Gilby Clarke…
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23 nov 2014    Rockol - La musica online è qui Rockol.com - All your music news in one place
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