RapidShare adotta misure di tutela dei copyright, per la RIAA 'non bastano'

Da tempo nel mirino delle associazioni che tutelano i diritti di proprietà intellettuale, il servizio di file hosting RapidShare sta cercando di correggere il tiro tendendo la mano ai detentori dei copyright. La società, che ha il quartier generale a Cham, in Svizzera, ha da poco pubblicato sul… Leggi tutto

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RapidShare adotta misure di tutela dei copyright, per la RIAA 'non bastano'

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Da tempo nel mirino delle associazioni che tutelano i diritti di proprietà intellettuale, il servizio di file hosting RapidShare sta cercando di correggere il tiro tendendo la mano ai detentori dei copyright. La società, che ha il quartier generale a Cham, in Svizzera, ha da poco pubblicato sul suo sito un documento di quattro pagine intitolato "Pratiche responsabili per i servizi di cloud storage", in cui invita i propri clienti a rispettare i copyright quando caricano musica o altri contenuti sui server.

RapidShare, che offre agli utenti soluzioni  gratuite e a pagamento per l'uploading di musica, video, immagini e documenti, sostiene di non volersi più riparare sotto l'ombrello del cosiddetto "safe harbor" ("porto sicuro") con cui  il Digital Millennium Copyright Act americano esclude la corresponsabilità degli Internet service provider per le violazioni di copyright commesse presumibilmente a loro insaputa dagli utenti, promuovendo ad esempio un controllo più attivo dei contenuti che risultano essere già stati cancellati in precedenza.

 
L'associazione dei discografici RIAA, però, non sembra favorevolmente impressionata: "Sfortunatamente, le nuove misure annunciate non garantiscono l'obiettivo di ridurre in maniera efficace e significativa il massiccio furto di copyright che ha luogo sul servizio", ha replicato l'organizzazione con un comunicato stampa. Il nocciolo della questione riguarda le modalità di funzionamento di RapidShare che, a differenza di servizi di file hosting come Dropbox, consente un accesso generalizzato (via link) e non ristretto ai contenuti caricati. "Nel solo 2011", ricorda la RIAA, "abbiamo notificato a RapidShare quasi 200.000 casi in cui musica protetta da copyright veniva distribuita gratuitamente e illegalmente attraverso il servizio, e in molti casi si trattava di notifiche ripetute riguardanti le stesse registrazioni".

RapidShare, che il mese scorso è stata costretta da un tribunale tedesco a rimuovere file relativi a contenuti tutelati dalla società degli autori GEMA e da due editori librari, ammette di "avere ricevuto molte notifiche di rimozione, in grandissima parte giustificate. Alcune si basavano su presupposti sbagliati, ma si tratta dell'eccezione e non della regola".

 

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22 dic 2014    Rockol - La musica online è qui Rockol.com - All your music news in one place