Germania, gli editori musicali invocano una royalty sulle suonerie telefoniche
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06 set 2001 - I maggiori editori musicali tedeschi si preparano ad adire le vie legali per vedere riconosciuto il loro diritto ad ottenere delle royalty dai siti Web che forniscono suonerie basate su motivi e canzoni di successo ai possessori di telefoni cellulari. Tra le società che minacciano di intraprendere l’azione legale in caso di mancato accordo con i fornitori del servizio figurano società indipendenti come Freibank (che controlla uno dei maggiori cataloghi di hip-hop tedesco, genere assai popolare in Germania) e major come EMI Music Publishing e Sony/ATV. I legali degli editori hanno identificato un’ottantina di provider che forniscono suonerie agli utenti di telefonia mobile, a prezzi variabili tra i 4 e i 12 marchi per brano: ne risulterebbe, secondo fonti dell’industria, un business globale da 300 milioni di marchi, circa 297 miliardi di lire, che tuttavia non ha fruttato nulla, fino ad ora, ai detentori dei copyright musicali utilizzati per il servizio.Gli editori invocano la firma di regolari accordi di licenza con i provider e contestano anche la decisione della locale società di collecting GEMA (l’equivalente tedesco della SIAE) di fissare una tariffa provvisoria per le suonerie pari al 15 % del prezzo pagato dall’utente: secondo gli editori, che rivendicano un diritto esclusivo di concessione delle licenze, una royalty appropriata dovrebbe aggirarsi intorno al 30-40 % dello stesso prezzo.
In Italia, il commissario straordinario della SIAE Mauro Masi ha dichiarato di ritenere che una royalty equa sulle suonerie dovrebbe assestarsi sul 10-12 % (equivalente a 5-8 lire per brano scaricato); una precedente richiesta della società degli autori, che aveva fissato una tariffa “flat” di 194 lire a canzone, aveva sollevato le proteste dei gestori dei siti in quanto ritenuta del tutto inadeguata alla realtà del mercato.
TAGS: EMI, Freibank, GEMA, industria musicale, Masi, Mauro, Music, Publishing, SIAE, Sony/ATV
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