Sanremo dal divano (e da Twitter)
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20 feb 2012 - Il mio must televisivo, da sempre, è Sanremo. Lo guardo ogni anno, non ne posso fare a meno. E’ l’unico motivo per cui, cinque giorni l’anno, tiro tardi la sera davanti alla tv. Manco i film. Manco quelli belli. Nulla, ad un certo punto, mi addormento anche davanti a Fight Club. Davanti a Sanremo, invece, non mi addormento perché mi vengono i nervi. Perché le canzoni mi fanno quasi tutte mediamente schifo e mi fanno rigirare lo stomaco, perché gli ospiti stranieri abitualmente rendono la metà di quello che in genere rendono nelle altre trasmissioni musicali, perché i presentatori anche se gli anni passano, dicono sempre le stesse cose, perché le vallette che sia avvicendano di anno in anno mi sembrano tutte talmente lontane da ciò che può essere considerato buon intrattenimento, che le brucerei vive. Perché si fa demagogia, perché è il festival del qualunquismo, dell’italianità becera, perché, anche all’interno della cultura populista, sono quasi sempre indietro. Quindi, mi piace, sì, guardare Sanremo mi piace! Mi piace sentirmi giudice inascoltato, ingiudicabile e superiore. Con antipatica e ingiustificata spocchia inveisco, faccio battute cattive su chi, secondo me, se le merita e sul bailame stesso intorno alla città dei fiori. Ah, che soddisfazione! Quest’anno poi, con la compagnia di Twitter tutto è stato più divertente perché ho condiviso l’impeto cinico con l’intensa ondata di telespettatori da divano. E quest’anno anche i miei coinquilini minorenni nanoidi ci hanno dato dentro, coinvolgendomi con cattiveria. Su Pierdavide Carone, per esempio, mio figlio mi ha chiesto: “Ma è un uomo o una donna?” e io: “Amore, non vedi che c’ha i baffi? Sono orrendi ma sono sempre baffi!” E lui: “Cosa vuol dire, anche tu hai i baffi, mamma”. Ha ragione. Chi la fa la aspetti. Ad ogni modo, stare su Twitter mi ha divertito non poco. Come riporta Fanpage Tech, i tweet totali contenenti la parola «sanremo» hanno toccato quota 244 mila, con una media di 48mila a serata raggiungendo rilevanza anche mondiale perché ha superato in ciascuna serata la soglia dello 0.3% dei tweet universali, con uno 0,46% come picco massimo, raggiunto durante la prima serata! Praticamente, un vero popolo di cinici criticoni perché, vi assicuro, i tweet di approvazione erano davvero mosche bianche nella marea nera che si accalcava sul succulento sterco. Ad ogni modo, Sanremo mi manca già perché, come dice il buon Sibilla in “Impressioni di Fabbraio”, le canzoni sono già in una memoria irrecuperabile, salvo rarissime eccezioni. A presto!
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