Le trash c’est chic
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31 gen 2012 - Ogni volta che vado in Francia mi viene voglia di fare un elenco di quelle piccole banalità che giustificano la supponenza dei francesi nei nostri confronti. I motivi per cui, in fin dei conti, sono davvero una civiltà superiore alla nostra: dal fatto che a Parigi i Taxi costano la metà (e che i tassisti non si sentono in dovere di spiegarti la loro visione del mondo ad ogni corsa), alla presenza delle mezze bottiglie di vino nei menù. Per arrivare a motivi importanti, come l’amore che hanno per la cultura popolare, a partire dal fumetto (a Parigi la band desinée è ovunque). Cose così. Certo, poi hanno le loro magagne, le loro debolezze. Ma i francesi rimangono superiori a noi, pensavo, e se ce lo fanno pesare è perché ne hanno ben donde. Finché questo weekend, passato a Parigi, mi sono imbattuto in questi tre videoclip, visti in albergo mentre facevo colazione. Al prossimo francese che fa lo snob, glieli faccio vedere in fila. Perché è vero che anche noi italiani abbiamo i nostri scheletri musicali nell’armadio. Ma, mio dio: partiamo da qua. La diva Mylene Farmer. Un balletto. Tristissimo. Senza ironia. E l’acqua sul pavimento per far scena. Clicca qui per vedere il video incorporato. Per non parlare di Usa for Africa in versione francesce. Lo. Split. Screen. Un qualsiasi studente universitario non farebbe una cosa così cheap. Clicca qui per vedere il video incorporato. Per arrivare al trash sublime di questo clip. Donne nude e vernici. Devo dire altro? Clicca qui per vedere il video incorporato.
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