Il Cielo Di Bagdad, l'album: 'E' dedicato agli eroi che non conosceremo mai'
30 gen 2012 - E' previsto per il prossimo 28 febbraio il nuovo disco de Il Cielo di Bagdad che sarà intitolato "Unhappy the land where heroes are needed or lalala, ok". Un nome decisamente atipico, ma dalla forte valenza letteraria che attinge a piene mani da un passo del "Vita di Galileo" di Bertolt Brecht che recita "Infelice la terra che bisogno di eroi" (in inglese, appunto,"Unhappy the and that is in need of heroes"). E' così che l'amara massima brechtiana viene riscritta con un festoso "lalalala, ok" conclusivo dal gruppo campano composto da Nicholas Mottola Jacobsen, Luca Buscema, Giulio Cestrone, Enrico Falbo e Angelo Albano. "La musica non cambia il mondo, a farlo ci pensano gli eroi, quelli 'semplici' ma difficili da trovare in giro", spiegano i ragazzi della formazione, "'Unhappy the land where heroes are needed or lalalala, ok' è un inno alla vita e all'eroismo quotidiano che rilegge il folk in una prospettiva luccicante e orchestrale, partendo dai Beatles di 'Yellow submarine' per arrivare ai primi Arcade Fire, ma con uno spirito che personalizza i migliori episodi del pop europeo degli ultimi anni". Il disco è il secondo all'attivo per il Cielo Di Bagdad ed esce a sei anni di distanza dall'EP battezzato "Manca solo la neve" e a quattro dalla pubblicazione di "Export for malinconique", l'onirico album di debutto della band originaria di Aversa, cittadina campana dove, tra l'altro, il nuovo album è stato registrato con la produzione artistica di Fausto Taratino. Le otto canzoni che compongono l'album sono: "solari e colorate, profonde e semplici. Non dimenticano la gioia, la festa, i felici e gli infelici", a detta degli artisti, "Energico e suggestivo, cantato in un inglese mischiato ad un codice universale e ancestrale, 'lalala', questo nostro secondo lavoro in studio è intenso, costellato di sonorità ricche di sfumature, nel quale scampanelli e violini danzanti si alternano a echi mediterranei e cavalcate dal passo poderoso. Il tutto diventa una celebrazione del coraggio di affrontare le gioie e i dolori di tutti i giorni, con la fantasia dei bambini e la forza degli innamorati. Come quegli eroi che non conosceremo mai e che dinanzi ad un ostacolo hanno sorriso e cominciato a cantare il loro 'lalalala, ok!'". E' stato proprio il brano "Lalala, ok!" ad aver fatto da apripista al disco de il Cielo di Bagdad, lo scorso aprile.
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