BMG: 'Agli artisti offriamo un'alternativa al contratto discografico standard'
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"Si tratta di un'alternativa moderna al contratto discografico standard" secondo Hartwig Masuch, amministratore delegato della società nata nel 2008 dallo scioglimento della joint venture con Sony e impegnata anche sul fronte delle edizioni musicali. "Con le major destinate a ridursi di numero da quattro a tre, è evidente che di contratti discografici tradizionali ce ne sarano sempre meno e che BMG sta diventando una nuova fonte di investimenti per la comunità artistica". "Gli editori musicali", sostiene Masuch, "non possono più permettersi di starsene con le mani in mano ad attendere che siano le case discografiche a firmare i contratti con gli artisti. Dal momento che le etichette stanno tagliando i costi, restingere i propri orizzonti agli artisti già sotto contratto significherebbe per gli editori prepararsi a un futuro molto ridimensionato".
Il "modello master" adottato da BMG, tra l'altro, assicura agli artisti condizioni più favorevoli, riconoscendo loro il 70 per cento circa dei ricavi netti in luogo di una royalty netta che solitamente è inferiore al 20 per cento; invece di elargirgli un anticipo, la società concorda con l'artista stesso un budget di investimento "a progetto" coprendo le spese di produzione, marketing e promozione per poi cercare di recuperarle grazie alla sua quota di profitti.
In seguito al "divorzio" da Sony, BMG ha ereditato un catalogo master di circa 16 mila titoli appartenenti ad artisti come Kylie Minogue, Scorpions, Alison Moyet, Sweet e Paolo Conte. Successivamente, ha definito un'altra quarantina di accordi master in Germania, Spagna e Regno Unito.
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