'Antimusica ti vuole bene' è l'esordio di Michele Cosentino
11 feb 2012 - Chiamatelo Michele Cosentino, chiamatelo Antimusica, "pusher" (come si firma lui alla fine dei ringraziamenti nel retro copertina) o come volete, certo è che questo artista torinese, al parti della sua musica, non è ben definibile. Irriverenti, talvolta demenziali, duri e cinici, divertenti e decisamente schietti, ad ascoltare alcuni brani di Antimusica sembra di trovarsi in piazza con gli amici: ridendo e scherzando si può parlare di tutto. Il disco è stato pubblicato ormai un anno fa, ma Rockol ha voluto fare ugualmente qualche domanda a Cosentino per capire meglio cosa si nasconde dietro il progetto Antimusica: "Siccome sentivo spesso dire che è già stato inventato tutto e si può solo copiare dai maestri, allora ho inventato la 'Antimusica' che nessun maestro ha mai pensato e che la possono ascoltare solo le tipe intelligenti che escono con i maschi ignoranti come io", ha raccontato a Rockol Cosentino, "La canzone più anziana risale al 2001 quando ho scritto 'Limoni' che mi ha portato a Sanremo nella finale di categoria Sanremo Rock e nello stesso anno anche alle finali del premio Tim-Tour Roxy Bar di Red Ronnie, ma quell'anno andava molto la musica effemminata ed hanno vinto i Negramaro". Gli argomenti sono i più noti e disparati perché, le canzoni che compongono il disco "Antimusica ti vuole bene" - titolo tanto benevolo quanto ingannevole - riguardano le semplici questioni di tutti i giorni, solo trattate con sana ironia. I risentimenti per la fine di una relazione ("Valeria m'hai lasciato e chissà con chi limoni") o i racconti di droga e di serate ("Ho finito la Bonza", "Sono sbronzo e senza sigarette"), o tutti e due insieme ("Ho scritto t'amo sulla bamba"), lasciano spazio a un qualche ragionamento a sfondo filosofico-religioso con brani come "Telefonare a Dio" o "Dio cell.". Per non parlare della crociata "anti-Moccia" in "In moto con Moccia" e "Scusa, ma ti voglio penetrare". La musica di Michele Cosentino attinge a piene mani dai diversi repertori di genere alternando sonorità elettroniche e drum & base, rock, pop, blues e ska: "Direi che il mio genere è proprio musica ignorante per gente intelligente, da sentire quando si fanno le pulizie in casa o nei locali, in palestra durante l'acquagim oppure nelle cuffiette mentre si butta giù la vetrina di un negozio... consiglio inoltre ai ragazzi che vorrebbero limonare con qualche bella tipella, di venire ai miei concerti così la tipa si diverte e ci limona senza buttare la pastiglia nel bicchiere, che la roba costa cara". c'è anche un po' di rap e qualche recitativo (affidato all'amico e poeta Guido Catalano). "Antimusica ti vuole bene" è composto da dodici brani: "Dio cell.", "Scusa, ma ti voglio penetrare", "Ho scritto t'amo sulla bamba", "Il rap anziano", "Se ci fossero sempre le Erezioni, la mia ragazza andrebbe sempre a votare", "In moto con Moccia", "Hanno venduto a Kaka", "Cucuzela", "Limoni", "Sono sbronzo e senza sigarette", "Telefonare a Dio", "H finito la bonza", "Cucuzela (remix)". TAGS: Album, Antimusica, disco, Michele Cosentino, musica italiana, Torino
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