Usa: Obama si oppone, sorte segnata per la legge contro i pirati online?
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"Qualunque provvedimento che riguardi gli intermediari di Internet come i network pubblicitari online, i gestori dei pagamenti in rete o i motori di ricerca deve essere trasparente e concepito in modo tale da impedire all'ampia tutela dei diritti privati di generare liti ingiustificate e di scoraggiare la crescita di start up e imprese innovative", spiega una nota diramata dalla Casa Bianca. "Incoraggiamo tutte le parti private, inclusi i creatori di contenuti e i fornitori di piattaforme Internet, a lavorare insieme, ad adottare misure prese di comune accordo e a mettere in pratica i comportamenti che possano ridurre la pirateria online".
Il SOPA è apertamente sostenuto da associazioni come la Motion Picture Association of America MPAA), la Entertainment Software Association (ESA) e la Recording Industry Association of America (RIAA) nonché da imprenditori come Rupert Murdoch, che nei giorni scorsi - tramite Twitter - aveva accusato esplicitamente Obama (e Google) di fare gli interessi dei pirati.
Un progetto di legge parallelo, noto con il nome di "Protetc IP" (PIPA) e a sua volta contrastato dal presidente americano, deve essere discusso in Senato il prossimo 24 gennaio. Entrambi gli apparati normativi intendono impedire a società come Google e Yahoo! di indirizzare gli utenti della Rete verso siti (prevalentemente stranieri) che distribuiscono contenuti illegali, e assegnano ai detentori dei copyright la facoltà di richiedere ai tribunali un'ingiunzione che ne blocchi tempestivamente l'attività.
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