Bruce Springsteen a Milano, parla Trotta: `Mi aspettavo più sostegno dal Comune´
22 nov 2011 - L'annuncio ufficiale è arrivato oggi, dopo le anticipazioni nella notte: Bruce Springsteen tornerà in Italia a giugno con tre concerti a Milano, Firenze e Trieste. Ma il dettaglio che ha colpito di più, dopo l'uscita delle date, è quello del ritorno del Boss a San Siro il 7 giugno, proprio a quattro anni di distanza dal famoso caso dei "22 minuti". Ne abbiamo parlato con Claudio Trotta, numero uno di Barley Arts che da tempo lavora con l'artista del New Jersey e che è stato coinvolto in prima persona in quella vicenda. Da dove è nata la scelta delle città? "I tre luoghi sono stati scelti insieme all'entourage di Bruce in base a considerazioni di capienza, di storia dei precedenti show e del routing geografico del tour europeo. Per questo abbiamo scelto di tornare a Firenze, dove mancavamo dal 2003, e per esempio di non passare da Roma. Trieste invece è stata scelta dopo le ultime fruttuose collaborazioni con la regione Friuli e anche grazie alla collaborazione del sindaco della città Roberto Cosolino", spiega il promoter.Ma, come detto, la data che stuzzica di più l'immaginazione è sicuramente quella dello Stadio Meazza. "E' bello tornare a San Siro, soprattutto dopo aver vinto una battaglia personale che però ritengo molto importante per la musica dal vivo in generale. Non è un caso che ho voluto annunciare le date a mezzanotte e 22 minuti del 22 novembre", aggiunge Claudio. Trotta nel comunicato diffuso questa mattina si è speso in molti ringraziamenti alle istituzioni fiorentine e a quelle triestine. Nessun accenno però alla giunta milanese. "I ringraziamenti si fanno quando qualcuno ha fatto qualcosa di concreto, non in questo caso secondo me. San Siro si farà grazie alla forte volontà di Springsteen e di Barley Arts. Ma ahimè, forse perché travolto da cose indiscutibilmente più importanti come il buco di bilancio, l'Expo e altre questioni il sindaco Pisapia non mi ha dato sostengo ufficiale durante le trattative", risponde, "Il 20 settembre ho scritto una lettera a lui e agli assessori Stefano Boeri e Pierfrancesco Maran con la quale ho chiesto alla giunta di intervenire sui decibel e sugli orari per garantire il pubblico e l'artista, per far sì che nasca uno spettacolo all'altezza. Però nonostante questa lettera sia stata poi reiterata e ci siano stati incontri casuali e piacevoli sia con il sindaco che con Boeri e Maran non c'è stato nessun atto pubblico di risposta alle mie richieste. Questo sinceramente mi ha un po' deluso. Lo ripeto, capisco che ci siano cose più importanti e prioritarie per la città di Milano, ma a me pare che questa giunta abbia vinto queste elezioni dando alcuni forti segnali di cambiamento. Ecco, nel mio caso non li ho ancora visti. Ma io comunque sono fiducioso e spero che presto mi arrivi una risposta".
Dunque non è stato semplice riportare il Boss a San Siro. "Il Comune non mi ha fatto niente di male né mi ha ostacolato, per carità. La struttura è gestita dal Consorzio Milan Inter che mi ha aiutato fin da subito e dimostrato grossa sensibilità, ma come detto dalle istituzioni mi aspettavo qualcosa di più. Io credo che questa opportunità del ritorno del più grande performer live vivente nella Mecca della musica e del calcio milanese non vada persa e vada usata per dare un segnale forte alla cultura della città. Mi auguro che lo capiscano anche loro, davvero", sostiene il promoter.
E i decibel? Quali livelli dobbiamo aspettarci, dopo le polemiche e gli strascichi giudiziari degli anni scorsi? "E' un tema in discussione, ne sto parlando con Maran e chiederò espressamente determinati livelli, siamo certi che prenderà in considerazione la richiesta ma non può essere messo tutto sulle spalle dell'assessore, non è giusto", dice il numero uno di Barley Arts, "Finché però non ci sarà una presa di posizione politica sulla questione dei concerti a San Siro le cose non potranno migliorare. E' passata una linea per cui gli orari sono dettati dai fastidi, spesso presunti, di chi abita lì vicino. Serve un'intervento netto del Comune, a mio avviso".
Tornando alla musica, ecco la domanda da un milione di dollari: chi sostituirà Clarence Clemons nella E Street Band? "Tutti continuano a chiedermelo, ma giuro che non lo so. I fan hanno suggerito la soluzione della sezione di fiati, che mi sembra interessante. Vedremo, sono ansioso quanto voi di scoprirlo", conclude Claudio Trotta.
TAGS: Barley Arts, Bruce Springsteen, Clarence Clemons, Claudio Trotta, Concerto, E Street Band, Giuliano Pisapia, intervista, Maran, Milano, pop/rock, San Siro
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E' il 23 settembre 1949 quando Bruce Frederick Springsteen nasce a Freehold, New Jersey. I suoi… leggi tutto >
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