Il sito HITS: 'Universal vuole preservare la EMI'




Il sito HITS: 'Universal vuole preservare la EMI' 18 nov 2011 - La EMI troverà migliore accoglienza in Universal di quanta ne avrebbe trovata in Warner, secondo un editoriale pubblicato dall'influente sito musicale americano HITS Dailydouble. Secondo il giornalista che si nasconde sotto lo pseudonimo di I.B. Bad, Warner avrebbe voluto smantellare la gloriosa casa discografica britannica, mentre l'ad (inglese) di Universal Lucian Grainge sembra intenzionato a riportarla agli antichi fasti. "Un elemento in gioco in questo schema", scrive l'editorialista, "è che la EMI si è già talmente ridimensionata che nelle sue aree chiave non rimane altro 'grasso' da smaltire, per quanto con il grasso sia già stato tagliato anche qualche muscolo". HITS non risparmia lodi alla EMI per essere riuscita, con assai meno risorse e una struttura A&R molto più ridotta dei suoi concorrenti, a portare al successo sulla scena mondiale artisti come Coldplay, Katy Perry, Lady Antebellum, David Guetta e 30 Seconds To Mars. Quanto alla rinuncia repentina di Warner Music ad acquistarla, le fonti raccolte dalla testata americana sostengono che il nuovo proprietario della major, Len Blavatnik, non avrebbe trovato nella lettura dei bilanci e documenti societari la convinzione che la EMI possa tornare in futuro a generare sufficiente flusso di cassa. Secondo altre campane, sarebbe invece stato costretto a ritirarsi perché le banche finanziatrici gli avrebbero concesso credito solo a condizione che fosse Citigroup ad assumersi il rischio di un blocco dell'operazione da parte della Security Exchange Commission o della Commissione Europea, le autorità antitrust di Stati Uniti e UE. Rischio che ora pesa sulle spalle di Universal, dal momento che la sua quota di mercato combinata a quella della EMI dovrebbe toccare il 36 per cento in Europa e sfiorare la soglia limite del 40 per cento negli Usa.


TAGS: 30 Seconds To Mars, Antitrust, Coldplay, Commissione Europea, David Guetta, EMI, HITS DailyDouble, industria musicale, Katy Perry, Lady Antebellum, Len Blavatnik, Lucian Grainge, Security Exchange Commission, Universal

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