Antennacinema 2001: il resoconto del primo dibattito, gli appuntamenti di oggi
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Riportiamo, in sintesi, alcuni dei passi più significativi degli interventi dei tre ospiti.
Mario Maffucci: “Raffaella Carrà ha sbagliato l’approccio nei confronti della rassegna, noi non siamo stati in grado di spiegargliela. Il meccanismo delle giurie ha però funzionato, e i vincitori sono artisti di vaglia: il risultato è in sintonia con i gusti del Paese. Per quanto riguarda la giuria di qualità, dovremo trovare una formula migliore e più rappresentativa, invitando a farne parte giurati effettivamente autorevoli e competenti. Nel mancato successo di quest’anno ha pesato anche la relativa debolezza dei nomi degli ospiti internazionali: questo è l’esito di un’assenza di potere contrattuale della RAI e delle filiali italiane delle multinazionali”.
“Nel format televisivo del contenitore la musica viene svilita, se è usata come siparietto fra uno sketch e l’altro. Ma è la discografia italiana che ha preteso che la TV diventasse la principale macchina promozionale. Comunque il mio mestiere non è promuovere la musica, è fare televisione. In sé, la musica è un genere televisivo straordinario: basta che un programma incentrato sulla musica abbia un’anima e un senso”.
“Da anni spingo affinché venga istituito in funzione del Festival di Sanremo un osservatorio permanente, che durante tutto l’anno tenga monitorata la produzione musicale dei giovani. Il vero ostacolo sta nel fatto che, finché la partecipazione al Festival verrà vissuta come status e non come opportunità professionale, sarà sempre troppo difficile, se non impossibile, resistere alle pressioni di ogni tipo che verrebbero effettuate su un’ipotetica commissione artistica. L’Accademia della Canzone, nata come un giocattolo capace di promuovere turismo, sta col tempo diventando un efficace setaccio da cui escono nomi interessanti”. “Per la prossima edizione, una speranza: che il rapporto del Festival di Sanremo con la stampa diventi più maturo e più culturalmente interessante”.
Luca Ravera: “Il Disco per l’Estate deve ritrovare una sua identità ben precisa. La prossima edizione segnerà una correzione di rotta che terrà presenti le esigenze promozionali della discografia. Certo per poter proporre musica dal vivo dovremo scontrarci con problemi tecnici, problemi di budget, problemi legati all’inserimento degli spazi pubblicitari. Cercheremo una formula che permetta di rendere più credibili i voti della nostra giuria demoscopica: speriamo che vinca una bella canzone”.
Andrea Salvetti: “La musica in TV funziona, basta aver ben chiaro il target di riferimento a cui una trasmissione si rivolge. Quello del Festivalbar è il pubblico fra i 14 e i 34 anni: le nostre scelte ne sono condizionate. Vedo sempre più importante il ruolo di Internet nella produzione e nella diffusione della musica: il nostro sito è molto frequentato, soprattutto nelle aree “di servizio”, e al momento di decidere chi saranno i vincitori della prossima edizione sicuramente terrò presente - oltre ai dati di vendita, alle classifiche di programmazione radiofonica e alla popolarità dei personaggi - anche il parere dei visitatori del nostro sito. Per quanto riguarda il Festivalbar, la mia speranza è che si confermi sempre più come il punto di riferimento della musica giovane in Italia; il mio impegno è di incrementare la percentuale di esibizioni dal vivo, portandola almeno al 50%”.
Oggi il programma di Antennacinema 2001 - Antennamusica prevede alle 15 la presentazione della nuova rivista di musica “Superclassifica”, alle 17,30 un incontro con i Nomadi sul tema dei video, e alle 21,30 “La parola alle radio”. Ve ne riferiremo dettagliatamente.
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I Nomadi nascono nel 1963 tra Reggio Emilia e Modena, su iniziativa del tastierista Beppe Carletti… leggi tutto >
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