Bono (U2): 'Imperativo aiutare l'Africa nonostante la crisi'
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19 ott 2011 - Bono ha affermato di comprendere che l'attuale crisi economica europea renda più difficili gli aiuti all'estero, ma ugualmente chiede allenazioni più ricche di continuare a dare una mano allo sviluppo in Africa. Sentito a Parigi dall'agenzia AFP, il cantante degli U2, che aveva in
agenda un incontro con Nicolas Sarkozy, ha detto: "Non voglio sembrare un disco rotto che ripete sempre la stessa cosa. So che sono tempi difficili per la gente...questa è la crisi economica maggiore che abbiamo mai attraversato. Questo non è solo un imperativo morale, ma un imperativo strategico per il futuro...questo significa posti di lavoro, questa (l'Africa) potrebbe essere il nostro partner commerciale
potenzialmente più grosso. L'Africa è un Continente molto, molto, molto ricco e la questione è prendere quella ricchezza che è sotto i piedi
della gente e metterla nelle loro mani". In passato il cantante si era detto favorevole all'introduzione di una "Robin Hood tax" per finanziare gli aiuti internazionali. "Dobbiamo comprendere che una percentuale di questa tassa potrebbe aiutare a fronteggiare l'attuale crisi", ha detto. All'inizio dello scorso mese Youssou N'Dour, il giorno dopo aver visitato il campo profughi di Dadaab in Kenya, dove in condizioni terrificanti sopravvivono 427.000 persone che fuggono dalla fame e dalla siccità che ha colpito varie zone del Corno d'Africa, aveva annunciato un concerto benefico con Bono. Lo show servirà a risvegliare e sensibilizzare le coscienze di chi potrebbe fare qualcosa per cercare di arginare la calamità. "Stiamo lanciando una iniziativa chiamata New Africa, che include Paesi africani e amici dell'Africa, e lo facciamo iniziando con le idee dei giovani. I giovani sono il futuro del nostro continente", aveva detto il cantante e musicista senegalese.
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