Giovedì X Factor su Sky: 'Diverso, rivitalizzato e più vicino al format inglese'
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"Entusiasmo", "sfida", "nuovo inizio", "credibilità", "forza del brand", "novità" sono le parole che più ricorrono nel giro degli interventi, e in effetti le novità non mancano: dalla trasmissione in alta definizione (SkyUno diventa HD proprio in occasione del debutto di X Factor) e persino in 3D (per la finalissima, in programma il 5 gennaio 2012), alla distribuzione multipiattaforma del programma (che, spiega il direttore entertainment e cinema Fabrizio Salini, si avvarrà di un sito Internet dedicato con contenuti esclusivi, pagina Facebook, profilo Twitter e applicazione per la fruizione in modalità mobile, ma anche dell'appoggio di Radio 105 e dell'emittente tv Cielo per la ripetizione in differita sul digitale terrestre), dall'introduzione di Xtra Factor, appendice in diretta con commenti, riflessioni e chiacchiere in onda dopo ogni puntata dallo stesso Teatro della Luna per la conduzione di Brenda Lodigiani e Max Novaresi al televoto (via Internet e sms) una volta tanto gratuito. Un anno fa, con Scrosati, ne parlavamo al bar e ci sembrava impossibile", racconta soddisfatto Lorenzo Mieli, ad della società che produce il programma, FremantleMedia Italia, ringraziando Sky per la "piena libertà artistica ed editoriale che ci ha concesso". "E' un X Factor nuovo e diverso, questo, più aderente al format originale concepito da Simon Cowell e più spettacolare: abbiamo preso il meglio del passato e ci abbiamo aggiunto molto di più". Ilaria Dallatana, ad di Magnolia che collabora alla realizzazione del programma, ammette di avere pensato che fosse tutto finito, dopo il divorzio dalla Rai: "Ne eravamo estremamente dispiaciuti, perché tutto il team che aveva lavorato a X Factor se ne era appassionato. E invece Sky ha fatto un lavoro di preparazione straordinario: lo show ne è uscito completamente rivitalizzato, c'è più spazio per le storie, le emozioni e le reazioni dei protagonisti". Sì, ma la musica? Simona Ventura promette un'attenzione speciale "all'originalità, allo stile e al gusto delle proposte. Il nostro obiettivo è sempre quello di trovare nuovi talenti in grado di affermarsi sul mercato discografico (per il vincitore c'è in palio, un contratto con la Sony Music con un investimento garantito di 300 mila euro in termini di produzione, promozione, comunicazione e pubblicità). Saremo professionali e seri, nelle nostre valutazioni". "Da spettatore, sono sorpreso" interviene Morgan, facendo i complimenti a Sky: "Il loro X Factor è, tecnicamente, un gran prodotto televisivo e non solo musicale, mi ha colpito l'occhio cinematografico con cui hanno seguito le selezioni e il boot camp". Elio scherza sulla sua posizione di "campione uscente", ma ricorda che "fare il giudice, e dire no a tutti meno che a uno, non è un lavoro né facile né bello"; Arisa sottolinea che "X Factor non è una scuola ma una specie di ufficio di collocamento, che dà possibilità reali di affermarsi nel mondo della musica". Arriva, in fondo, l'inevitabile domanda sul flop di Star Academy che Scrosati dribbla elegantemente: "L'unica cosa che mi sento di dire è che X Factor è il format che tra tutti avremmo voluto: perché è un talent calato nel reale della gente e non un reality. Per una rete come la nostra, questo era il requisito essenziale".
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