R n' R Hall Of Fame 2001:
premiati Queen, Aerosmith e Paul Simon




R n' R Hall Of Fame 2001: <br>premiati Queen, Aerosmith e Paul Simon 20 mar 2001 - Lunedi’ 19 marzo 2001, Grand Hotel Waldorf Astoria al 301 di Park Avenue a New York: Rock And Roll Hall Of Fame. La 16a edizione dello speciale riconoscimento alla carriera dei grandi della musica è iniziata intorno alle 9 di sera in un’immensa sala piena di tavoli imbanditi dove hanno preso posto i prescelti della “classe 2001”. Con loro anche parenti, amici e tanti colleghi arrivati per supportarli in questa notte unica nel suo genere. Tre ore di spettacolo tra ringraziamenti, filmati atti a rievocare il percorso musicale di ognuno degli eletti e performance dal vivo.
Simon Stein, presidente della Rock And Roll Hall Of Fame Foundation, ha chiarito, in apertura di serata, l’intento della fondazione: “questo vuole essere un memoriale per gli artisti che hanno fatto la storia della musica, non è quindi uno show commerciale”. C’è da credergli, considerando la lunghezza del suo discorso e quella di tutti gli altri che sono saliti sul palco a ricevere il premio o a consegnarlo. Il “Museo del rock” quest’anno si è arricchito di altri nomi: Queen, Solomon Burke, Ritchie Valens, Paul Simon, Michael Jackson, Aerosmith, Steely Dan, Chris Blackwell, Steely Dan, The Flamingos, James Burton e Johnnie Johnson.
Erano tutti presenti, persino Michael Jackson, il quale ha recentemente saltato l’omaggio a sua sorella Janet nell’MTV Icon (vedi news), ma anche se visibilmente malconcio e sorretto da un bastone, non ha potuto rinunciare a intervenire personalmente per questo riconoscimento. Durante lo show, c’è stato anche il tempo per ricordare alcuni personaggi della musica recentemente scomparsi e a loro è stato tributato un lungo applauso. Non è un caso quindi che la prima esibizione della serata sia stata offerta dai Queen, con Bryan May alla voce e Dave Grohl dei Foo Fighters alla chitarra a intonare alcuni successi del gruppo (come “We will rock you”) in un omaggio sentito verso Freddie Mercury, il cui ricordo è ancora vivo. “Adoro i Queen! Negli ultimi giorni non ho fatto altro che ascoltare sia la versione live che quella in studio di “We will rock you” perché volevo essere preparato alla perfezione. Ho saputo che in sala c’era la madre di Freddie stasera e se devo essere sincero, è stata lei l’unica persona verso la quale sentivo di avere una responsabilità…gli altri possono mangiare la mia merda” ha, senza mezzi termini, dichiarato Dave Grohl in conferenza stampa.
Reduci dal recente successo ai Grammy Awards (vedi news), gli Steely Dan si sono visti consegnare l’ambito riconoscimento dalle mani di Moby, il quale però, ha rivelato che ignora il motivo per il quale sia stato chiamato proprio lui per premiarli: “immagino che siano stati loro a scegliere me, ma onestamente non riesco a vedere il nesso tra me e loro. Sono onorato, ovviamente, ma quando ho ricevuto la telefonata che mi annunciava la cosa, la prima cosa che ho pensato è stata…ho forse dormito con una loro ex fidanzata e ora si vogliono vendicare?”
Difficile trovare un nesso anche tra gli N’Sync e Michael Jackson. Il “re del pop”(tutto vestito di bianco) ha infatti ricevuto il suo nome nella Hall Of Fame proprio da Justin e soci. Michael Jackson nel suo discorso di ringraziamento ha salutato tutta la sua famiglia in blocco, la sua “seconda madre”, Diana Ross, Quincy Jones e soprattutto (ripetendolo ben quattro volte) Berry Gordy (fondatore della Motown records). A chiudere la 16a edizione della Hall Of Fame, Kid Rock si è lanciato, oltre che in una serie di battute esilaranti, un rap originale con titoli di canzoni e nomi dei componenti degli Aerosmith, anche come dj, “skratchando” ai piatti e anche accompagnando tutta l’esibizione del gruppo di Boston. “Il rap faceva paura a tanti prima che gli Aerosmith con i Run DMC rompessero le barriere. E’ la più grande rock and roll band della musica americana”, ha esclamato Kid Rock nel suo discorso di presentazione per gli Aerosmith. Liv Tyler nel frattempo (figlia di Steven “Tyler” Tallarico degli Aerosmith), teneramente abbracciata al futuro marito (vedi news), riprendeva il tutto con una videocamera digitale. “Ringrazio mia madre per avermi permesso di fare pratica con la chitarra nel seminterrato di casa, quando ero piccolo” ha detto Joe Perry. Steven Tyler si è detto orgoglioso di avere una stanza dedicata al suo gruppo, vicina a quella in omaggio a Elvis Presley, ma spera di non dover ancora sentire qualcuno che guardandolo pensa: “ma quello non è Mick Jagger?”
Responsabile, secondo le parole di Marc Anthony, di aver allargato il concetto di musica pop, Paul Simon, anche lui tra i nomi scelti dalla foundation per l’edizione di quest’anno, ha speso almeno dieci minuti per fare il suo discorso, ringraziando tra gli altri Tito Puente e Eddie Palmieri, ma anche la Columbia records per averlo dissuaso anni fa dal chiamare “Paul Simon & Art Garfunkel” il suo duo: “non avrebbe mai funzionato!” ha spiegato.
Introdotti nella R n'R Hall Of Fame anche James Burton (chitarrista per Joni Mitchell e Elvis Presley) e Johnnie Johnson (al piano per anni al fianco di Chuck Berry) presentati da Keith Richards dei Rolling Stones; Ritchie Valens ricordato dall’esibizione di Ricky Martin; Chris Blackwell (fondatore della Island records, responsabile del successo di Bob Marley e scopritore degli U2), premiato da Bono; Solomon Burke, introdotto da Mary J.Blige e i Flamingos, presentati da Frankie Valli.
Lo show si è concluso con una jam, dove tutti i protagonisti della classe “2001”, si sono ritrovati sul palco a cantare in un medley di classici, tra i quali “Everybody need somebody”, “Johnny B Goode” e “Back in USSR”.



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