Hitweek 2011, ultima tappa a Miami: parla Caparezza




Hitweek 2011, ultima tappa a Miami: parla Caparezza 15 ott 2011 - Si torna al PAX, verso mezzogiorno, per il soundcheck in vista dello show di questa sera, che vedrà alternarsi sul palco gli Après La Classe e Caparezza. Intercettiamo, poco prima della prova, il rapper di Molfetta, che - in occasione dell'ultima tappa dell'edizione 2011 di HitWeek - stila un bilancio della trasferta oltreoceano offrendoci anche qualche spunto di riflessione: "La felicità di salire sul palco in queste situazioni è quella di avere un pubblico non scontato: qui non ti conoscono, non sanno cosa aspettarsi, e questo personalmente mi stimola moltissimo", ci racconta lui, "E' vero, è difficile cantare davanti a persone che non sanno quello che stai dicendo, soprattutto per me, che baso il novanta per cento di quello che faccio sui testi: c'è però la curiosità di vedere come regisca il pubblico in una situazione del genere. C'è poi da considerare che noi in Italia siamo abituati ad ascoltare musica straniera senza capirne i testi, e quindi - per varie ragioni: vuoi, tra le altre, per la mitizzazione della figura del cantante inglese o americano - abbiamo l'abitudine a ricevere un messaggio non decodificato, mentre qui no. C'è una grande, grandissima curiosità". Dovuta forse al retaggio culturale di un popolo nato dal melting pot, e quindi più avvezzo a ricercare le novità? "Non ho gli strumenti per compiere un'analisi della società americana, però di una cosa sono sicuro: qua c'è la cultura dell'entertainement. Qui si comunica, si spettacolarizza tutto. Questo ti permette di vivere con più trasporto lo show, di qualunque tipo esso sia, evitando di cadere nella distorsione del dissenso forzato, quello per il quale in Italia siamo famosi, per cui se a uno piace il tal cantante deve per forza odiare - quasi fosse un ultrà di una squadra di calcio - i fan del suo 'rivale' ufficialmente riconosciuto. L'elemento positivo, qui, è che la curiosità nei confronti del nuovo porta le persone per lo meno a confrontarsi con esso, in modo costruttivo. Se poi non piace, pazienza. Al massimo si esce a bere qualcosa, mica ci si ferma in sala a tirare i pomodori". Si parlava, già ieri, di affrancarsi dal modello dell'"italiano che fa rock da esportazione"... "Il problema di chi fa rock proponendosi ad un'audience internazionale è tutto nostro. Il pubblico, qui, non ha problemi a venire ascoltare noi, che siamo italiani e facciamo qualcosa di assimilabile a rock. Qui l'ideale del cantante italiano è quello che si rifà all'immagine e agli stilemi tradizionali, quelli melodici: è l'immaginario che arriva ovunque, Americhe, Europa e in tutto il mondo, magari traghettato dall'emigrante. Già chi fa un genere come me è considerato spurio, anche se elementi di cantautorato italiano nella mia musica ci sono. E' venuto il momento di 'esportare' anche qualcosa che non sia riferibile alla tradizione melodica? Non saprei, non credo tocchi a noi deciderlo. A deciderlo sarà il pubblico: il nostro compito - artisticamente parlando - è essere credibili e onesti, per evitare di riproporre agli occhi e alle orecchie dell'ascoltatore straniero una brutta copia di ciò che già si conosce. La credibilità, da questo punto di vista, la potremo ottenere solo mischiando generi e stili: noi italiani, che da un certo punto di vista siamo tutto fuorché uniti, perché insieme di micro-realtà raggruppate sotto un'unica egida, siamo bravissimi a farlo. E' ora di dare valore alla diversità, e di perdere la paura di 'sembrare italiani'. Da questo punto di vista invidio molto i ragazzi che oggi hanno vent'anni: loro sono nati nel mondo della comunicazione, sono nati con Internet, gli smartphone e tutto il resto. Vanno a vivere in giro per il mondo e si fanno contaminare, molto naturalmente, senza nessun tipo di complesso legato alla loro origine. Hanno finalmente perso la paura di sembrare provinciali. Io sono del '73, e quando sono nato in Italia si vedevano solo due canali televisivi. Di certo non rimpiango il passato...".



TAGS: Après La Classe, Caparezza, Casino Royale, Concerti, Erica Mou, HitWeek 2011 - Miami, Live, musica italiana, Nicola Conte, Noyz Narcos, Subsonica, Tour, USA


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