X Factor USA: ascolti giù, e Cowell teme il tracollo
13 ott 2011 - Tempi duri per i talent show musicali, dall'una e dall'altra parte dell'Oceano: se, nella Penisola,
Star Academy sta facendo segnare indici di ascolto decisamente non entusiasmanti, negli USA
Simon Cowell, l'inventore del format più celebre del genere,
X Factor, determinato a portare la sua creazione a sfondare anche sul piccolo schermo a stelle e strisce, si sta preparando al peggio. L'impresario, che ha investito qualcosa come 100 milioni di dollari per il lancio statunitense della trasmissione, teme infatti che la stessa possa venire cancellata dopo solo due puntate vista la bassissima performance fatta registrare dall'emissione d'esordio, che ha tenuto incollato al video solo 12 milioni di spettatori. Un risultato molto deludente, per lo sterminato mercato americano, che - non a caso - aveva (prima del debutto) fatto alzare l'asticella almeno sopra i venti milioni di telespettatori a puntata, indicati dallo stesso Cowell come "soglia del fallimento". "Certo, non ho aperto lo champagne, perché rispetto alle aspettative gli ascolti sono stati molto deludenti", ha ammesso il padre del format: "La cosa peggiore che può succedere, adesso, è che la seconda puntata perda tra il 30 e il 40 % degli ascolti. In questi casi la chiusura immediata del programma sarebbe praticamente certa. Ecco perché sono nervoso, molto nervoso".
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