Domani parte Star Academy: 'Sarà un programma leggero, senza drammi'
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Nessun premio in denaro, per i vincitori: "Ma il programma è una vetrina guardata da tutti i discografici, e se non si muoverà qualcun altro sicuramente ci penserà la Rai a mettere i soldi per far incidere un disco al vincitore" promette Facchinetti. E il famoso canale privilegiato per accedere al Festival di Sanremo, di cui si era parlato tempo fa? "Come sapete io sono entrato in carica a progetto già avviato", risponde D'Alessandro, "è tutto da verificare anche in attesa del rinnovo della convenzione tra Comune e Rai. Aspettiamo notizie in corso d'opera". (am)
Rockol - La presentazione del nuovo talent sulla musica "Star Academy" on MUZU.TV
C'è curiosità, ma non proprio spasmodica, per "Star Academy". E c'è, da parte mia, la speranza che si riveli un programma televisivo al quale la musica sta davvero a cuore. Le premesse della vigilia - e lo dico augurandomi, davvero, di essere smentito fin da domani sera - non fanno sperare granché: perché un talent che nella conferenza stampa di presentazione dedica così poco spazio a quelli che dovrebbero, in teoria, esserne i protagonisti (i concorrenti) non sembra poi così diverso da quell'altro talent che fino all'anno scorso era trasmesso da Rai Due e dalla metà di ottobre sarà invece trasmesso su Sky ("X Factor": oggi, in conferenza stampa, tutti sembravano voler evitare di farne il nome, ricorrendo a tortuose cinconvoluzioni linguistiche). I concorrenti: chi saranno? Ah, saperlo. Quel che ci è stato detto è solo quanti saranno, e poco più. I cinque brevissimi "biglietti da visita" di altrettanti partecipanti, mostrati su grande schermo alla fine dell'appuntamento con la stampa (e perché solo cinque?), recavano soltanto il nome di battesimo, l'età e la città di provenienza dei ragazzi. Forse che nessuno di loro possiede un cognome? O si vorrà perpetuare anche a "Star Academy" quella fastidiosissima convenzione dei talent e dei reality per cui i concorrenti hanno solo un patronimico ("XY di Amici", "YX del Grande Fratello")? Perché non fornire biografie, fotografie, informazioni sui concorrenti? Dieci pagine di cartella stampa sarebebro potute diventare anche venti, ma almeno avremmo saputo qualcosa in più sui protagonisti (vittime?) della trasmissione. A proposito: la più giovane selezionata ha 14 anni. Sarebbe meglio che i ragazzini venissero lasciati fuori da questi giochi.
Poi c'è il discorso, e sapete quanto mi sta a cuore, delle cover e degli inediti. Da quel che si è capito, di inediti non ce ne saranno; e quindi ci dobbiamo preparare a risentire cantate - magari non da solisti, ma in duo, in trio e in quartetto, magari con la "partecipazione straordinaria" di qualche ospite - le solite trecento canzoni da piano bar che già sentiamo continuamente riproposte nei vari "Io canto", "Ti lascio una canzone" e via dicendo. Non si pretende, è ovvio, che tutti i concorrenti siano cantautori: ma sembrerebbe invece lecito aspettarsi che a ognuno venisse scritta addosso una canzone inedita ("scritta addosso": non affibbiata una canzone tirata fuori del penultimo cassetto di qualche autore ben introdotto e ben remunerato). Magari, e sarebbe stata un'ottima idea, coinvolgendo degli autori giovani ed emergenti quanto i concorrenti, che nel giro delle dodici settimane preparassero almeno un inedito per ognuno dei concorrenti man mano rimasti in gara.
Abbiamo sentito esprimere, stamattina, grande orgoglio per i nomi dei giurati e per quelli dei "tutor". Se è permesso dissentire, e generalizzare (fare dei distinguo sarebbe ingeneroso), a me sembra che ci sia abbastanza poco da vantarsi: vecchie glorie inacidite, giovani precocemente invecchiati, mezzi personaggi televisivi... Spiace per alcuni di loro, che si ritrovano in una compagnia così male assortita. Ma, del resto, se hanno accettato avranno i loro (buoni) motivi.
A proposito di buoni motivi: c'è il televoto. Quindi: telefonate da casa e sms dai cellulari, a pagamento (un euro per ogni voto espresso). Soldi per la RAI, soldi per le compagnie telefoniche, soldi che escono dalle tasche dei telespettatori. DIcono che il televoto è riservato ai maggiorenni: ma va'? E come faranno a controllare?
Boh. Come dicevo, staremo (starò) a vedere. Ne riparleremo. (fz)
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