Lucian Grainge (Universal): 'Credo nel talent scouting e nel conflitto creativo'
29 ago 2011 - I pilastri di una società musicale di successo in tempi di crisi e rivoluzioni tecnologiche? La ricerca incessante di talenti e un sano livello di conflitto costruttivo all'interno dell'azienda.
In un'intervista esclusiva concessa a Claire Atkinson del New York Post, il presidente e ceo di Universal Music
Lucian Grainge illustra la sua filosofia di gestione, indicando nel reparto artistico il fulcro della sua organizzazione musicale. "Abbiamo incrementato la nostra spesa in A&R mentre dobbiamo prendere decisioni difficili in altre aree, dal momento che la linfa vitale della nostra società risiede nell'innovazione in tutte le sue forme", spiega il manager inglese sulle pagine del tabloid newyorkese. "La gente che lavora nel campo dell'A&R è un indicatore della tua dedizione alla nuova musica e ai nuovi artisti" sostiene Grainge, specificando che "ci sono molte categorie di persone che operano nel settore artistico: alcuni sono talent scout, altri hanno un senso istintivo per il marketing, altri ancora sono bravissimi a produrre dischi. Io stesso ho cominciato come talent scout e continuo ad esserlo: si tratta di identificare la creatività". "Mi è sempre piaciuto lavorare in uno stato di conflitto creativo", aggiunge. "Il che non significa litigare con le persone che lavorano in azienda o con gli artisti, ma discutere sulle canzoni e le direzioni da prendere. E' uno stato mentale a cui bisogna predisporsi. In tutte le imprese creative un buon management si basa sul conflitto, sul dibattito e sulla discussione. E' quello che distingue una buona azienda e la rende attraente per la gente creativa. Mi piace che i miei dipendenti commettano degli errori. Voglio che si sentano abbastanza fiduciosi da prendere dei rischi". Quanto ai mutamenti del gusto, il ceo di Universal osserva che oggi "il mercato è meno basato sui singer-songwriters, ma anche questa situazione cambierà. In un certo senso, Internet ha cambiato l'A&R: un tempo c'erano quattro o cinque pubblicazioni di riferimento, oggi la piattaforma sono i social media, è la gente che parla e fa circolare il messaggio". "Però", aggiunge, "alcune cose non cambieranno mai: la magia dell'innovazione e il talento puro".
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