Live Nation, l'azionista John Malone (Liberty Media) vuole uscire dalla Borsa
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11 lug 2011 - Da circa un mese si parla con insistenza dell'eventualità che Live Nation ritiri il suo titolo dalla quotazione in Borsa. A premere per questa soluzione è soprattutto il maggiore azionista della società, il presidente di Liberty Media John Malone, che ha confermato nelle ultime ore il suo punto di vista: "Sarebbe una buona cosa se, almeno per un certo periodo di tempo, Live Nation si sottraesse al mercato azionario in modo da equilibrarsi e consolidare le operazioni", ha ribadito il magnate americano in un incontro con la stampa di cui riferisce il quotidiano New York Post. Al compimento del piano, ha ammesso, si frappongono tuttavia diversi ostacoli: in primo luogo di carattere finanziario e in secondo luogo di tipo "politico" e strategico, dal momento che altri azionisti la pensano in modo diverso da lui. Malone è interessato ad allargare la presa su settore dell'entertainment, e non solo della musica dal vivo. Insieme all'amministratore delegato di Liberty Media Greg Maffei, ha fatto un'offerta da 1 miliardo di dollari per rilevare la catena di librerie Barnes & Noble, marchio celebre ma ultimamente traballante del settore librario. Quanto a Live Nation, di cui controlla il 22 per cento, ha fatto sapere che gli piacerebbe possederne l'intero pacchetto azionario: chissà cosa ne pensano però il ceo Michael Rapino e Irving Azoff, il potentissimo manager artistico che ha fatto confluire in LN la sua agenzia Front Line Management e sovrintende alle operazioni dell'agenzia di ticketing Ticketmaster, da un anno e mezzo fusa per incorporazione con il colosso della musica dal vivo. TAGS: Barnes & Noble, Front Line Management, Greg Maffei, industria musicale, Irving Azoff, John Malone, Liberty Media, Live Nation, Michael Rapino, New York Post, Ticketmaster
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