Concerti, Black Crowes: la recensione dello show di Vigevano
08 lug 2011 - Un giorno bisognerebbe dare mandato ad un accademico serio di fare uno studio sociologico sull’uso delle T-Shirt ai concerti. Guardando quelle che il pubblico indossa per andare a determinati show si possono ricostruire significati, immaginari, aspettative, storie. Soprattutto le storie.Ieri sera, al Castello di Vigevano, sembrava di essere ad un raduno di ex partecipanti a ad un festival fricchettone dei primi anni ’90, tipo Lollapalooza. Magliette degli Allman Brothers Band, dei Grateful Dead, persino dei String Cheese Incident. Qualche “tie-die” di californiana memoria. L’inevitabile maglietta di Springsteen (che va sempre bene per ogni occasione). E poi ovviamente un sacco di magliette dei Black Crowes.
Magliette che incorniciavano le belle facce di un pubblico un po’ “agé” – perché i fratelli Robinson non hanno certo il fascino trasversale degli Arcade Fire o di qualche band attuale, anche se sono bravi, molto bravi, molto di più.
Non suonavano in Italia da 10 anni, ma chi li ha conosciuti negli anni ’90 non si li è dimenticato ed è venuto a dire “goodbye to the bad boys”, che poi andranno in pausa a tempo indeterminato dopo questo breve giro di concerti europei, iniziato proprio a Vigevano.
La situazione, poi, era perfetta, o quasi. Il bel Festival “10 giorni suonati”, nella stupenda cornice – non è una banalità – del cortile del Castello di Vigevano. Un posto dove ti puoi sedere appoggiato ad un albero o a un muro di cinta, godere la musica respirando gli odori degli stand veramente gastronomici e del fumo, non solo di quello della griglia. Sempre che si riesca a sopravvivere alle zanzare – sono loro il motivo del “quasi” – che al calar del sole volano come squadroni in formazione d’attacco.
La serata inizia alle 9 e qualche minuto con il bluesman nostrano Paolo Bonfanti, che sostituisce l’annunciato e assente Justin Townes Earle. I Nostri salgono sul palco quasi alle 10 e mezza, e attaccano forte con “Sting me”. Sarà una delle una delle 11- canzoni-11 per un concerto che durerà poco più di un ora e mezza: a fine serata sarà il rimpianto maggiore, la brevità per una band che fa concerti anche da tre ore e passa. Per il resto, è stato uno dei concerti dell’anno: riassunto perfettamente dall’esecuzione del capolavoro della band, “Wiser time”, che parte piano, con Chris Robinson – magrissimo, barbuto e capelli lunghi, sembra quasi un Cristo – che intona la melodia per poi lasciare spazio alla jam strumentale, mentre lui balla in trance, con il suo stile unico: parte con un assolo di tastiere, per poi finire su due assoli di chitarra – l’ultimo, ovviamente è del fratello Rich Robinson – e riprendere la melodia. Il tutto dura venti minuti, più o meno, ma sarebbe potuto durare l’intero concerto, e sarebbe stato fantastico lo stesso. Perché gli assoli e le jam strumentali possono essere pallosissimi e inutili se dati in mano alla band sbagliata, ma i Black Crowes giocano sui loro canovacci con una grazie ed un’intensità che non ha pari.
Le canzoni sono solo 11 perché buona parte, soprattutto le ballate come “Thorn in my pride” e “She talks to angels” sono costruite in questo modo dilatato, e si alternano a canzoni più secche, come “Jealous again” e il finale trionfale con “Remedy”.
Rimane un po’ amaro in bocca per non aver potuto sentire nessuna delle fenomenali cover che ogni tanto piazzano in scaletta (Dylan, Stones) e/o qualche numero acustico, e pensando che con ogni probablità non li si vedrà da queste parti per molti, molti anni. Ma il concerto di ieri sera rimane uno degli eventi memorabili di questa densa stagione estiva. (Gianni Sibilla) Setlist:
Sting Me
Jealous Again
Good Morning Captain
Soul Singing
Wiser Time
Poor Elijah / Tribute To Johnson
Oh Josephine
Thorn In My Pride
Hard to handle
She Talks To Angels Encore:
Remedy
… Leggi l'articolo originale …
TAGS: 10 GIORNI SUONATI, Black Crowes, recensione, Reports, Vigevano
Tutto su Black Crowes
I Black Crowes si formano verso la fine degli anni Ottanta intorno alla figura dei due fratelli… leggi tutto >
I Black Crowes si formano verso la fine degli anni Ottanta intorno alla figura dei due fratelli… leggi tutto >
COMMENTA QUESTA NOTIZIA
| Joey Cruel | La mia opinione opinabile |
|













