L'Europa propone un fondo per l'industria culturale, soddisfatte le indies
04 lug 2011 - La discografia indipendente europea e italiana, rappresentata nel caso specifico da
Impala e da
PMI, ha accolto con soddisfazione la proposta avanzata dal Consiglio d'Europa di istituire un fondo di garanzia a disposizione delle industrie creative e culturali. Il fondo, la cui erogazione entrerebbe a regime a partire dal 2014, farebbe parte di un programma quinquennale del valore di 1,6 miliardi di euro denominato Creative Europe e amministrato dalla European Investment Bank attraverso diversi strumenti di finanziamento e di sostegno. Secondo le stime di Impala, il provvedimento potrebbe mettere a disposizione delle piccole e medie imprese del settore fondi di garanzia per un valore di 400 milioni di euro, utili a sostenerne i programmi di sviluppo e la richiesta di prestiti alle banche nazionali: le quali, per erogare finanziamenti alle imprese culturali, richiedono normalmente garanzie sotto forma di risorse personali e collaterali che ad oggi limitano sostanzialmente le possibilità di accesso al credito da parte delle indies. "Questa proposta", ha commentato il presidente esecutivo di Impala Helen Smith, "è un'ottima notizia per il settore della musica. L’obiettivo è riuscire a coniugare questo fondo con misure concrete che migliorino le possibilità di accesso al mercato per le piccole e medie imprese per trasformare radicalmente l’industria culturale europea". Per entrare in vigore, la proposta formulata dalle autorità europee dovrà essere approvata con decisione unanime da tutti gli Stati Membri dell'Unione Europea.
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