Martin Mills, il discografico di Adele: 'Non ho più bisogno delle major'
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"Me ne sono pentito? Sì e no”, ha detto Mills sostenendo che la giovane cantante sarebbe esplosa lo stesso. “Alla Columbia hanno fatto un lavoro fenomenale" ha aggiunto, riconoscendo che senza l’aiuto della major non avrebbe avuto accesso a una massiccia pubblicità televisiva. "Però il prossimo grande artista che avremo a disposizione ce lo gestiremo da soli. Oggi una piccola etichetta può fare anche da sé, il panorama è cambiato e ci sono nuove opzioni: grazie anche al fatto che le tre maggiori società digitali, Pandora, Spotify e iTunes, si sono aperte al settore indipendente senza pregiudizi e livellando il terreno di gioco". Oltre ad Adele, il gruppo Beggars (che ha aperto un ufficio a New York nel 1995), licenzia negli Stati Uniti anche i dischi di MIA. La fiducia che Mills ripone nelle risorse delle indies si basa sul tipo di repertorio che gestiscono: "Il mercato in cui operano le major", sostiene il discografico inglese, "è principalmente pop e riguarda tendenzialmente artisti non da album: in larga misura, dunque, le major si sono assentate dal nostro tipo di gioco. Le vendite degli album dei maggiori artisti pop sono crollate, mentre quelle del tipo di artisti su cui lavoriamo noi continuano a crescere".
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