Universal su EMI: le ipotesi della stampa finanziaria




Universal su EMI: le ipotesi della stampa finanziaria 27 giu 2011 - Da venerdì notte, costa atlantica degli Stati Uniti, hanno cominciato a moltiplicarsi le speculazioni circa una possibile offerta da parte di Universal Music per l'acquisizione di EMI Music, a seguito della notizia della scorsa settimana relativa alla messa in vendita della major britannica da parte di Citigroup, che ne ha assunto il controllo lo scorso inverno dopo che Terra Firma non aveva onorato una tranche del debito dovuto. Anche l'inglese Financial Times è poi intervenuto sul tema, ripreso in italia dal Sole 24Ore. I media finanziari sono concordi nel credere che Vivendi, casa madre di Universal, abbia dato il proprio benestare al tentativo di scalata e che presto potrebbe essere allestita una 'data room' per accelerare la due diligence e il processo formale di offerta. Incombe la questione antitrust, che nel caso della scorsa grande acquisizione da parte di Universal (ovvero, BMG Music Publishing) vide la major costretta a liberarsi di alcuni asset per rientrare nei parametri imposti dalla normativa. Nel caso di EMI, resta da capire se l'approccio possa essere lo stesso (prima l'acquisizione e poi la negoziazione con l'antitrust) e, quindi, anche lo sviluppo successivo. EMI, anch'essa titolare di un'attraente divisione di publishing ma pure di un ramo dedicato alla classica di tutto rispetto, è una casa discografica che da tempo ha ristrutturato management e costi fissi e, nonostante periodicamente sia indicata come preda potenziale, è snella ed efficiente. La sua valutazione è di difficile determinazione proprio per le variabili legate all'eventuale frazionamento degli asset presenti nel perimetro; la forchetta, secondo le stime più recenti e condivise, oscillerebbe tra 1,7 e 2,8 miliardi di euro. Stando al Los Angeles Times, Universal (che è leader dell'industria con una quota del 30% del mercato) sarebbe interessata alla sola label scorporata dalla divisione di publishing e sarebbe confidente che la questione antitrust, con una EMI detentrice di una quota di mercato del 9%, possa essere gestita.


TAGS: BMG Music Publishing, Citigroup, Emi Music, industria musicale, Terra Firma, Universal Music, Vivendi

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